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Brentford FC v Fulham FC - Premier LeagueGetty Images Sport

Chi è Thomas Frank, il nuovo manager del Tottenham: dal "metodo Moneyball" al miracolo Brentford

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Vincere e cambiare. Non tutti hanno il coraggio di farlo, ma al Tottenham, evidentemente, la decisione di separarsi da Ange Postecoglou era già stata presa ben prima del trionfo in Europa League. E ora c'è pure il nome del sostituto: Thomas Frank.

Il cinquantunenne manager danese è pronto a diventare la nuova guida tecnica degli Spurs, che hanno trovato un accordo per strapparlo al Brentford, la sua attuale squadra: nelle casse dei Bees pioveranno 10 milioni di sterline come compensazione.

Al Tottenham, insomma, sta per nascere una nuova era. In tutti i sensi. Specialmente pensando a quel che il personaggio in questione - Frank, appunto - ha rappresentato per il calcio inglese e pure europeo da quando è finito sotto la luce dei riflettori.

  • FRANK E IL "METODO MONEYBALL"

    Frank è il manager che al Brentford utilizzava il cosiddetto "metodo Moneyball". Una strategia di mercato che prende il nome da "Moneyball, l'arte di vincere", il film del 2011 diretto da Bennett Miller e interpretato tra gli altri da Brad Pitt.

    Nella pellicola, il celeberrimo attore statunitense è il general manager in difficoltà di un club della MLB, la principale lega americana di baseball. E per rialzare le sorti della squadra, meno ricca rispetto alle concorrenti, utilizzava un modello particolare di reclutamento dei giocatori sul mercato, fatto di dati, statistiche, percentuali, arrivando a competere per il titolo tra lo scetticismo generale e dopo le iniziali difficoltà.

    Frank al Brentford ha utilizzato un simile approccio analitico in un club, il Brentford, del tutto particolare. Anche per la decisione, unica nel suo genere, di chiudere l'academy per la scarsa soddisfazione nel rapporto costi benefici e costruire al suo posto una squadra B, comprensiva anche dei giocatori scartati dai grandi club.

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  • "BUDGET, CONOSCENZA, FORTUNA"

    "Nel calcio, il 70% del successo è dato dal budget, il 20% dalla conoscenza e il 10% dalla fortuna. Speriamo di colmare il divario con la nostra conoscenza, e poi dobbiamo pregare per avere un po' di fortuna": così Frank spiegava il succo del proprio pensiero in un'intervista del 2021 a Sky Sports. E poi: "Ci siamo fidati della nostra strategia, avendo fiducia del fatto che i nostri giocatori fossero abbastanza bravi".

    Sotto la guida di Frank, il Brentford ha fatto largo uso della seconda componente: la conoscenza. Con un po' di fortuna che non guasta mai - ma è così per chiunque - e il penultimo monte ingaggi della Premier League nel 2024/2025, davanti unicamente all'Ipswich Town.

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  • LA CARRIERA DI FRANK

    Frank ha trascorso gran parte della propria carriera ad allenare i giovani. Specialmente in Danimarca, il proprio paese natale: ha guidato le giovanili della nazionale danese dal 2008 al 2013, prima di ricevere la chiamata del Brondby.

    Dopo tre anni è stato chiamato ad allenare il Brentford, le cui redini ha preso in mano per la prima volta nel 2018. Grazie al suo metodo i risultati non sono tardati ad arrivare: le Bees sono state promosse in Premier League per la prima volta nella propria storia - da quando la lega ha assunto questa denominazione - nel 2011 e non sono più retrocesse.

    Tredicesimo, nono, sedicesimo e decimo posto: questi sono i risultati ottenuti da Frank al Brentford, con una rosa da gestire chiaramente di livello inferiore rispetto a tante concorrenti. Per un periodo il danese ha avuto alle proprie dipendenze il connazionale Christian Eriksen. L'uomo copertina di questi anni è stato Ivan Toney, oggi in Arabia Saudita.

  • TRA COMOLLI E CARDINALE

    Damien Comolli, nuovo direttore generale della Juventus, e Frank non hanno mai lavorato nello stesso club durante le rispettive carriere. Ma anche il dirigente ex Tottenham utilizza l'approccio legato al modello Moneyball nel tentativo di costruire anno dopo anno una rosa equilibrata.

    "Fa parte della mia carriera, lavoro con i dati da 25 anni - ha detto in conferenza stampa un paio di giorni fa - Ho sempre pensato che quando ci si rivolge a me ci si spetta che porti questa esperienza e penso che anche alla Juventus sia così. L'1 agosto 2025 sarà il 33esimo anno nel calcio, non mi sono mai imbattuto in un approccio più razionale che non sia l'utilizzo dei dati. Monyeball? Non so se sia stato romanzato. So quello che abbiamo fatto. Il modello è come rendere razionale un'industria molto irrazionale, schizofrenica. La mia ossessione, quando ho cominciato a utilizzare i dati, mister Moneyball è un mio amico, l'ho incontrato e abbiamo parlato. La mia frustrazione era vedere tante cattive decisioni sullo scouting. Mi chiedevo: come essere più precisi? Il principio Moneyball è stato molto utile e può aiutare sul mercato". 

    Il principio in questione è utilizzato anche nel Milan dopo l'arrivo di Gerry Cardinale e di RedBird. Spiegava qualche anno fa il proprietario rossonero che "ho dovuto approcciare il calcio europeo con il metodo 'Moneyball', secondo cui non c'è bisogno di sacrificare il livello di prestazione in campo per il flusso di cassa o viceversa". I risultati, in questo caso, non gli stanno dando ragione.

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