Inacio ha seguito sin da subito le orme del padre: anche lui è stato inserito dall'Atalanta nel proprio settore giovanile. Solo che, a differenza di Piá, la Dea l'ha lasciata immediatamente e prima di poter assaporare l'aria della prima squadra: a prelevarlo nell'estate del 2024 è stato il Borussia Dortmund. Un trasferimento oggi fa rumore, ma che ha avuto un suo perché.
“Samu è stato 10 anni a Zingonia con l’Atalanta, è arrivato che aveva 6 anni, è stato uno dei primi della sua annata ad arrivare in squadra - ha spiegato Piá in un'intervista di maggio al sito di Gianluca Di Marzio - Come papà ma anche ex giocatore ringrazio il club per come l’ha trattato, per come è cresciuto e per tutto quello che gli ha trasmesso. Arrivato a un certo punto voleva fare un’esperienza all’estero vedendo anche quale era stato il mio percorso da giovane. Lui era affascinato dal provare a cambiare“.
"Abbiamo speso tanto tempo nel valutare la scelta giusta, il Borussia ha sempre valorizzato tutto il settore giovanile e in Italia difficilmente valorizzano i giovani rispetto a fuori - ha detto qualche tempo fa Samuele a Cronache di Spogliatoio, motivando la scelta di abbandonare l'Italia - Mi ha colpito il Bayern Monaco per la sua storia quando siamo andati lì, però il Dortmund ci ha fatto vedere tutti i giocatori che hanno preso da fuori, e sono arrivati quasi tutti, rispetto alle altre squadre".
“Ci sono state situazioni di grandi società che si sono fatte avanti come il Bayern Monaco, Manchester City, l’Atletico Madrid e il Borussia Dortmund - ha raccontato ancora Piá - Con l’Atalanta abbiamo parlato tantissimo però lui aveva questa voglia di cambiare e noi come genitori abbiamo appoggiato la sua decisione. Lui è felicissimo a Dortmund, ormai è passato già un anno, si è trovato benissimo. Nella scelta ha giocato un ruolo fondamentale il progetto tecnico, la chiarezza e il modo in cui il club lo vuole preparare per quello che sarà il calcio dei grandi dove ci saranno poi tante pressioni“.