Pubblicità
Pubblicità
Dorival Junior NeymarGetty Images

Dalla lite con Neymar a una Libertadores inattesa: chi è Dorival Junior, nuovo ct del Brasile

Pubblicità

E dunque, il Brasile un commissario tecnico lo ha finalmente trovato. Non è Carlo Ancelotti, il sogno della CBF, che ha preferito la solidità di un rinnovo col Real Madrid a un'esotica scommessa sudamericana. E non è neppure Fernando Diniz, l'allenatore a interim, campione della Copa Libertadores con il Fluminense.

La scelta è ricaduta su Dorival Junior, 61 anni (ne compirà 62 ad aprile). Arriva dal San Paolo, al quale ha da poco regalato la prima Copa do Brasil della sua storia, ed è un nome che, agli appassionati semplici di pallone italiano ed europeo, non dice granché.

Normale e comprensibile: nel corso della propria carriera di calciatore prima e allenatore poi, Dorival non ha mai messo piede in Europa. O meglio: non ha mai messo piede fuori dal Brasile. Ed è in Brasile che continuerà a svolgere il proprio lavoro: da ora, però, con la mansione più prestigiosa possibile, ancorché complicata e delicata.

  • CHI È DORIVAL JUNIOR: LA SVOLTA AL SANTOS

    E dunque, chi è questo Dorival Junior? In sostanza, si tratta del classico allenatore brasiliano. Ovvero di un tecnico che nel proprio curriculum conta mille e mille squadre guidate e - ebbene sì - altrettanti esoneri. Tipico di una cultura in cui alla prima sconfitta sei già sulla graticola, senza dimenticare la possibilità di tornare immediatamente in corsa su un'altra panchina dopo un licenziamento.

    La svolta di Dorival è avvenuta alla fine del primo decennio degli anni 2000. Sulla plancia di comando del Vasco da Gama, preso in Serie B e portato alla promozione, ma soprattutto su quella del Santos. Il Santos dei nuovi meninos da Vila, ovvero Neymar e Paulo Henrique Ganso, che nel 2010, contando anche sul ritorno in prestito dal Manchester City di Robinho, si intascava Campionato Paulista e Copa do Brasil, mettendo in mostra un calcio a tratti stellare.

    Quel Peixe, costretto oggi a risalire la china dalla Serie B per la prima volta nella propria storia, avrebbe poi alzato anche la Copa Libertadores nel 2011. Sempre con Neymar in campo. Ma non con Dorival in panchina.

  • Pubblicità
  • ONLY BODY Neymar Dorival JrRicardo Saibun/Santos FC

    LA LITE CON NEYMAR

    Ecco: perché in quel Santos campione del Sudamerica Dorival non c'era? Semplice: perché era stato esonerato. A causa di risultati non all'altezza, giusto? Sbagliato: a causa di una clamorosa lite con Neymar. Ovvero l'uomo copertina del suo nuovo Brasile, nonostante l'infortunio che lo sta tenendo ai box ormai da mesi in Arabia Saudita.

    Accade tutto il 16 settembre del 2010. Il Santos di Dorival ha rimontato dallo 0-2 al 3-2 alla Vila Belmiro contro l'Atletico Goianiense, e ha a disposizione il rigore del poker. Neymar vorrebbe calciarlo, ma l'allenatore ha altre idee: tocca a Marcel. Che in effetti si presenta dal dischetto e va a segno. Provocando però le ire dello stesso Neymar, il reuccio, che si scaglia contro Dorival inondandolo di insulti.

    “Il rigore non doveva batterlo Neymar, punto – dirà l'allenatore in conferenza dopo la partita – C'erano molti altri giocatori che potevano calciarlo, ma non lui. Tra due, tre, quattro partite, quando tornerà a sentirsi maggiormente in fiducia, allora sì, tornerà a calciare i rigori”.

    Il problema è che la palla di neve diventa ben presto una valanga. Tanto che la dirigenza del Santos, timorosa di una svalutazione economica di Neymar sul mercato, si schiera dalla parte del giocatore: paga Dorival Junior, che viene esonerato, mentre il ragazzino con i colpi da fenomeno rimane al proprio posto.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • UNA CARRIERA DA GIROVAGO

    Da quel momento, la carriera di Dorival Junior ristagna nell'anonimato. Lo mette sotto contratto l'Atletico Mineiro, disastrato e sull'orlo della retrocessione: non va. Quindi l'Internacional, nel 2012: eliminato agli ottavi di Copa Libertadores.

    L'anno simbolo di quella lavatrice chiamata calcio brasiliano è il 2013: Dorival allena in sequenza tre delle quattro grandi di Rio de Janeiro, ovvero il Flamengo, il Vasco da Gama e il Fluminense. Tutte e tre nella stessa stagione. Ironia del destino, Vasco (senza di lui) e Flu (con lui) chiudono tra le ultime quattro, col Tricolor che verrà comunque riammesso in Serie A grazie a una penalizzazione inflitta alla Portuguesa, avversaria diretta per la salvezza.

    Il prestigio di Dorival non è più lo stesso di qualche anno prima. I tempi del Santos appaiono lontanissimi. Anche se il Peixe - già senza Neymar - a un certo punto lo rimette sotto contratto, nel 2015, ricavandone un Paulistão e un secondo posto nel Brasileirão, prima del solito esonero. Al San Paolo dura meno di un anno, al Flamengo poche partite, quindi l'Atletico Paranaense e il Ceará. Fino alla svolta.

  • Dorival Junior Sao Paulo Copa do BrasilGetty Images

    LA RINASCITA E LA LIBERTADORES

    Il turning point, arrivato alla sessantina, si chiama Flamengo. Ovvero la squadra che aveva già allenato, con scarse fortune, sia nel 2013 che nel 2018. Un quadriennio dopo l'ultima esperienza, nel 2022, il Fla è in una situazione complicata dopo il pessimo avvio di stagione targato Paulo Sousa. E a sorpresa decide di pagare una somma per strapparlo al Ceará e riportarlo a Rio.

    Dorival pare l'uomo sbagliato nel posto giusto: un allenatore in declino a guidare una rosa di campioni. Ma lo strano matrimonio funziona: trascinati dall'ex viola Pedro, i rossoneri ingranano e conquistano la Copa Libertadores superando l'Athletico Paranaense in finale. E dunque stupisce la scelta della dirigenza di non confermarlo per il 2023, annunciando la separazione un mese dopo la finale di Guayaquil. "Per me è stata una sorpresa", confesserà candidamente in seguito Dorival.

    Il passato recente si chiama San Paolo. Altro gran lavoro, altro trofeo: la Copa do Brasil, la prima del Tricolor paulista, vinta in una doppia finale-rivincita proprio contro il Flamengo. Il modo migliore per presentarsi all'appuntamento di gala col Brasile. E per ritrovare Neymar, con il quale da tempo ha siglato la pace.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0