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Champions League, le avversarie delle italiane: tutto su Porto, Bayern e Real Madrid

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L'urna di Nyon non risparmia le italiane. Se la Juventus, unico club di prima fascia, può sorridere perché affronterà il Porto, forse la meno pericolosa - sulla carta - dell'urna, meno bene va ad Atalanta e Lazio che pescano rispettivamente BayernMonaco e RealMadrid. Due squadre che nell'ultimo decennio hanno vinto rispettivamente due e quattro Champions League. Ecco tutto ciò che c'è da sapere sulle avversarie della squadre italiane.
  • Olympiacos vs Porto Champions League 2020

    PORTO, AVVERSARIO DELLA JUVENTUS

    L’urna sorride alla Juventus, che pesca la squadra sulla carta meno pericolosa della seconda fascia: il Porto di Sergio Conceiçao, che ha terminato la fase a gironi al secondo posto nel gruppo C, dietro soltanto al Manchester City, riuscendo anche a pareggiare contro la squadra di Pep in casa nel match di ritorno. L’andata era finita 3-1 per gli inglesi. Solo vittorie, invece, contro Olympiacos e Marsiglia, quelle che sulla carta erano le concorrenti. Sbaragliate.

    La squadra ha una buona tradizione europea e dall’arrivo in panchina di Conceiçao (ricordato in Italia anche per il suo passato da calciatore), avvenuto nel 2017, si è anche tolta la soddisfazione di raggiungere i quarti di finale nel 2019, dopo essersi qualificata agli ottavi nel 2018. Lo scorso anno, invece, si è fermata soltanto ai sedicesimi di Europa League, cadendo sotto i colpi del Leverkusen.

    Il Porto si è laureato campione nel proprio paese nel 2020 e nel 2018, mentre nel 2019 ha ceduto il passo ai rivali storici del Benfica. Attualmente è al terzo posto dietro a Sporting e a Benfica, anche a causa di qualche problema difensivo di troppo. La rosa in estate ha subito grandi cambiamenti, dettati soprattutto dalle cessioni: sono stati ceduti due perni come Alex Telles e Danilo Pereira, destinazione Manchester United e PSG.

    Squadra giovane, con elementi di grande esperienza come l’ex Real Madrid Pepe in difesa (che ritrova l’amico e connazionale Cristiano Ronaldo) e MoussaMarega in attacco, ormai un nome che il calcio europeo si è abituato a conoscere grazie ai suoi goal nelle coppe. Il 29enne è dotato di un grande fisico e potenza, sa giocare per il goal, ma aiuta anche molto la manovra della squadra. È uno dei punti cardine del 4-3-3 (che a volte si trasforma in 4-4-2), insieme a Sergio Oliveira, Luis Diaz e Corona, altri pericoli per i bianconeri.

    Tutti elementi chiave per il calcio offensivo che pratica Conceiçao, che ha trovato al Dragão l’ambiente ideale per esprimere la sua idea di calcio: ci è arrivato tre anni e mezzo fa, dopo l’ottima esperienza al Nantes. Per lui sarà speciale anche ritrovare la Juventus, sfidata otto volte da calciatore con un solo goal all’attivo, non banale, quello decisivo per assegnare la Supercoppa Italiana alla Lazio nel 1998.

    Per quanto riguarda invece i precedenti europei tra Juventus e Porto, l’ultimo è datato 2017, negli ottavi di finale: vittoria per 2-0 dei bianconeri all’andata con i goal di Pjaca e Dani Alves all’andata e il rigore di Dybala al ritorno. Era la Juve di Allegri che avrebbe poi perso in finale contro il Real Madrid proprio di Pepe e Cristiano Ronaldo.

    Formazione tipo Porto
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  • Thomas Muller Kingsley Coman Bayern Munich 2020-21Getty

    BAYERN MONACO, AVVERSARIO DELLA LAZIO

    Campioni di Germania per nove volte di fila, ora anche campioni d’Europa in carica. Il BayernMonaco non ha bisogno di grandi presentazioni: presenza costante al tavolo del gotha del calcio europeo, big rispettata in tutto il mondo e, ad oggi, secondo molti anche la squadra in assoluto più forte d’Europa.

    Anche nella fase a gironi la squadra allenata di HansiFlick, subentrato a Kovac nel novembre 2019 e artefice dei successi del club, ha dominato. Qualificata al primo posto con due giornate d’anticipo, mettendo in fila Lokomotiv Mosca, Salisburgo e soprattutto Atlético Madrid, asfaltato per 4-0 nel match d’andata all’Allianz Arena.

    Al momento i bavaresi sono al secondo posto in Bundesliga, dietro solo al Bayer Leverkusen, complice anche una stanchezza che si è accumulata nella stagione più anomala di sempre. Tre pause: da marzo a maggio causa Covid, poi lo stop a luglio in attesa della Champions League e le due settimane intercorse tra la finale di Lisbona e l’inizio della nuova stagione.

    L’abitudine a vincere non è mai cambiata. Flick, vice di Löw della Germania campione del mondo del 2014, l’ha riportata anche al Bayern in Europa, grazie soprattutto ai goal di Lewandowski (55 goal nella scorsa stagione e quest’anno già a 15) e agli assist di ThomasMüller, tornato assoluto protagonista sulla trequarti in veste soprattutto di rifinitore nel 4-2-3-1 con cui il Bayern si schiera abitualmente.

    La forza degli attaccanti e dei centrocampisti, dove il duo composto da Kimmich e Goretzka rappresenta una solidissima certezza, fa da contraltare a una difesa che quest’anno sta concedendo qualche goal di troppo, 22 totali. Gli infortuni non hanno aiutato, soprattutto quello di Alphonso Davies, che è appena rientrato dopo un mese e mezzo, sostituito benissimo da Lucas Hernandez: tra i due sarà un continuo ballottaggio sulla sinistra.

    Süle e Boateng si giocano un posto al centro della retroguardia con Alaba, mentre Pavard è ormai intoccabile a destra, al pari di Manuel Neuer. Occhio all’arma LeroySané, che parte ormai permanentemente dalla panchina per spezzare le partite al 65’. Il nuovo acquisto, pagato 50 milioni, è reduce da un anno di stop a causa del crociato. Ora non vede l’ora di riprendersi. La Lazio ritroverà anche un ex: Miroslav Klose, assistente di Flick nel Bayern.

    Formazione tipo Bayern
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  • Dani Carvajal Sergio Ramos Real Madrid GFXGetty Images

    REAL MADRID, AVVERSARIO DELL'ATALANTA

    La miglior squadra del decennio del calcio europeo, con quattro Champions League vinte tra il 2014 e il 2018. Negli ultimi due anni, però, gli ottavi di finale sono stati fatali: prima l’Ajax e poi il Manchester City hanno espugnato il Bernabéu ed eliminato il Real Madrid. Quest’anno, dopo la vittoria della Liga, la solfa sembra diversa e la squadra di Zidane sembra poter tornare la potenza che era fino al 2018. Ovvero, fino all’addio di Cristiano Ronaldo.

    L’ossatura della squadra non è cambiata. Il centrocampo del suo 4-3-3, ad esempio, è lo stesso che ZinédineZidane aveva in mano il giorno del suo arrivo nel 2016. Ormai una filastrocca: Modric, Casemiro, Kroos. Con il giovane Valverde titolare aggiunto e pupillo del tecnico francese, che sta ruotando molto gli uomini anche in attacco intorno al riferimento, al ‘nueve’ KarimBenzema. Da Asensio ad Hazard (spesso infortunato), da Rodrygo a Vinicius Junior. Il talento non manca.

    L’uomo chiave della squadra però gioca in difesa e porta il numero 4 sulla schiena, oltre che la fascia di capitano sul braccio. Perché c’è un Real Madrid senza Sergio Ramos e c’è un Real Madrid con SergioRamos, come ha dimostrato anche il girone di Champions League: quando i Merengues sono stati solidi e sicuri, è stato grazie alla presenza del capitano in difesa.

    Di certo la fase a gruppi di quest’anno non verrà ricordata come una delle migliori nella storia del club, visto che il primo posto davanti - in ordine - a Borussia Mönchengladbach, Shakhtar Donetsk e Inter è arrivato soltanto all’ultima giornata. Peraltro dopo aver perso le due sfide con gli ucraini. Tutto il contrario di tutto.

    Anche nella Liga il Real Madrid vive di alti e bassi: al momento è al terzo posto con 23 punti, dietro soltanto al duo di testa composto da Real Sociedad e Atlético Madrid a 26, ma ha già incassato sconfitte pesanti contro Alavés e Cadice in casa, più il 4-1 subito nella trasferta di Valencia.

    Quando è contato, però, il Real Madrid è stato il Real Madrid. Come nella vittoria con l’Atlético nel derby, contro il Gladbach nel dentro o fuori di Champions League. Con una solidità diversa, una forza soprattutto mentale davvero da Real Madrid. Zidane non fa sconti: l’Atalanta è avvertita.

    Formazione tipo Real Madrid
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