Cavani è reduce da un'esperienza non così esaltante al Boca Juniors, in Argentina. Non esaltante dal punto di vista collettivo, non esaltante pure dal punto di vista individuale.
L'ex napoletano è arrivato nel 2023, venendo accolto da fanfare e grida di giubilo. Ma la nuda e cruda realtà dei fatti dice che a Buenos Aires, in tre anni, non ha vinto rigorosamente nulla. E a poco serve, dal punto di vista delle statistiche, la finale di Copa Libertadores raggiunta e persa al primo anno contro i brasiliani del Fluminense.
Per quanto riguarda il rendimento realizzativo, poi, Cavani ha collezionato 28 goal in 81 presenze col Boca: pochini per uno come lui. Nella memoria resterà così altro: troppe prestazioni di basso livello e un goal clamorosamente sbagliato da zero metri, e poi costato l'eliminazione, contro l'Alianza Lima nei preliminari della Libertadores 2025.
“Cavani deve smettere di giocare. È un peccato che un fuoriclasse come lui, con un’immensa carriera alle spalle come la sua, venga insultato in questo modo - diceva di lui a febbraio l'ex campione del mondo Oscar Ruggeri - Io non lo conosco, ci siamo incontrati solo due o tre volte, ma mi fa male vederlo in questo stato. Oggi è complicato in Argentina giocare a 40 anni. Secondo me non si ritira perché vuole continuare a provare a ribaltare questa situazione per uscirne vincitore”.
A confermare come il feeling tra Cavani e il mondo Boca sia stato quasi sempre precario, il contratto è stato risolto con qualche mese d'anticipo: doveva terminare il 31 dicembre, ma le parti si sono già dette addio.