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cavaniGetty Images

Cavani al Lecce si può fare? Perché i salentini possono sognare il colpo "impossibile"

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La clamorosa indiscrezione è stata lanciata dal Corriere del Mezzogiorno. Ed è, appunto, clamorosa: il Lecce sta pensando anche a Edinson Cavani per rinforzare l'attacco in vista della prossima stagione.

Cavani, sì, è quel Cavani: uno dei più grandi idoli della storia del Napoli, bomber anche al PSG, per anni simbolo della Nazionale uruguaiana. E il Lecce, sì, è quel Lecce: la squadra che per quattro anni di fila si è salvata in Serie A all'ultima giornata o nelle ultime giornate. Non ce ne sono altri.

L'accostamento, almeno a prima vista, sembra insomma dei più strambi. Ma com'è possibile pensare a Cavani che lotta per non retrocedere in Serie A? Eppure i motivi per credere al gran ritorno dell'uruguaiano nel nostro campionato non mancano.


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  • L'ETÀ AVANZA PER TUTTI

    Partiamo da un presupposto che, ahinoi, è ineluttabile: l'età avanza per tutti. Comuni mortali e fuoriclasse del pallone. Ed è passata anche per Cavani, ormai a un passo dalla conclusione di una carriera lunga e gloriosa.

    Perché sì, noi ci ricordiamo il Cavani giovane e promettente di Palermo e poi quello che, nel pieno della maturità, esplodeva a Napoli e si confermava a Parigi agli albori del progetto del Qatar. Ma quello era un altro giocatore: il Cavani di quei tempi non esiste più da un pezzo.

    Oggi Edi ha 39 anni. O meglio: 39 e mezzo. Li ha infatti compiuti cinque mesi fa, il giorno di San Valentino. E dunque si avvia verso la quarantina: età in cui, di solito, uno o smette oppure va a caccia di un ultimo ingaggio in una formazione o un campionato di secondo piano.

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  • Edinson Cavani Boca San Lorenzo Copa Liga Profesional 30032024Getty Images

    L'ESPERIENZA IN CHIAROSCURO AL BOCA

    Cavani è reduce da un'esperienza non così esaltante al Boca Juniors, in Argentina. Non esaltante dal punto di vista collettivo, non esaltante pure dal punto di vista individuale.

    L'ex napoletano è arrivato nel 2023, venendo accolto da fanfare e grida di giubilo. Ma la nuda e cruda realtà dei fatti dice che a Buenos Aires, in tre anni, non ha vinto rigorosamente nulla. E a poco serve, dal punto di vista delle statistiche, la finale di Copa Libertadores raggiunta e persa al primo anno contro i brasiliani del Fluminense.

    Per quanto riguarda il rendimento realizzativo, poi, Cavani ha collezionato 28 goal in 81 presenze col Boca: pochini per uno come lui. Nella memoria resterà così altro: troppe prestazioni di basso livello e un goal clamorosamente sbagliato da zero metri, e poi costato l'eliminazione, contro l'Alianza Lima nei preliminari della Libertadores 2025.

    “Cavani deve smettere di giocare. È un peccato che un fuoriclasse come lui, con un’immensa carriera alle spalle come la sua, venga insultato in questo modo - diceva di lui a febbraio l'ex campione del mondo Oscar Ruggeri - Io non lo conosco, ci siamo incontrati solo due o tre volte, ma mi fa male vederlo in questo stato. Oggi è complicato in Argentina giocare a 40 anni. Secondo me non si ritira perché vuole continuare a provare a ribaltare questa situazione per uscirne vincitore”.

    A confermare come il feeling tra Cavani e il mondo Boca sia stato quasi sempre precario, il contratto è stato risolto con qualche mese d'anticipo: doveva terminare il 31 dicembre, ma le parti si sono già dette addio.

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  • LE PRETESE SULL'INGAGGIO

    Al Boca Juniors, Cavani era il secondo giocatore più pagato della rosa dietro a Leandro Paredes: in euro, guadagnava due milioni e mezzo circa all'anno.

    E al Lecce? Nella scorsa stagione il più pagato è stato Lassana Coulibaly. Dietro di lui Camarda, Stulic, Falcone, Sottil e poi gli altri. Tutti quanti, comunque, sotto la soglia dei due milioni.

    Ma questo potrebbe non rappresentare un grosso problema, considerando come il potere negoziale di Cavani e di chi lo rappresenta non sia più alto com'era un tempo. Non è impossibile, insomma, che le parti si vengano incontro.

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  • Javier Ernesto ChevantonGetty Images

    LECCE E L'URUGUAY

    A convincere Cavani a tornare in Italia per giocare in Salento può essere anche un altro fattore: il legame storico che il Lecce ha con i calciatori uruguaiani.

    Uno dei più grandi beniamini del popolo giallorosso arriva proprio dall'Uruguay: quel Javier Ernesto Chevanton che è praticamente salentino e italiano d'adozione, indossando la maglia giallorossa in tre periodi diversi e difendendone i colori anche in Serie C, con un contratto al minimo sindacale, prima di iniziare una nuova vita come allenatore nelle giovanili.

    Non va dimenticato nemmeno un altro personaggio simbolico come Guillermo Giacomazzi, pure lui uruguaiano, preso proprio assieme a Chevanton nel 2001 dal Danubio. Una coppia che ha segnato un'epoca a Lecce, e che nel territorio non è mai stata dimenticata.

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  • CENTRAVANTI CERCASI

    Lato Lecce, un centravanti serve come il pane. Il motivo è legato principalmente alla partenza di Francesco Camarda, controriscattato dal Milan dopo che i salentini avevano esercitato il diritto di riscatto presente nell'accordo di un anno fa.

    Nella rosa di Di Francesco, in quella zolla di campo, è presente di fatto solo Nikola Stulic. Ovvero un attaccante che al primo anno ha faticato parecchio, segnando appena quattro volte in 34 presenze in Serie A. Il serbo non è riuscito a emulare Krstovic e dovrà fare necessariamente meglio nella stagione che verrà.

    Intanto, il Lecce si sta adoperando per affiancargli qualcuno che possa giocarsi con lui il posto da titolare nel tridente di Di Francesco. Con la possibilità che questo qualcuno sia proprio Cavani. Perché il colpo "impossibile", alla fine, tanto impossibile non è.