Fate parte della Generazione Y? Siete Millenials degli anni '80 e '90 (fino al 1996)? Per voi, Antonio Cassano è stato un giocatore di calcio. Il Re dei talenti sprecati, il principe della risata. Ogni generazione che viene prima lo ricorda con un ma d'obbligo: fortissimo, ma poco professionale. Cavoli, è stata persino coniato il termine 'Cassanate', per raccontare i suoi improvvisi colpi di testa. E non quelli verso la porta avversaria.
Se invece siete nati negli anni 2000 e fate parte della Generazione Z, per voi, molto probabilmente, Cassano è sì un ex calciatore, ma solo perché racconta del suo passato alla Bobo TV o sui social. Dice quello che pensa, spesso - anzi, praticamente sempre - racconta in maniera scanzonata. A volte ci prende, a volte no.
"Dai Cassano, dì qualcosa di divertente". Condivisibili o meno, le sue dichiarazioni sono quelle di un uomo che fu ragazzo di talento, che sa di cosa parla, perché il calcio, quello top, lo ha vissuto in prima persona.
Per la generazione dei ragazzi nati nel terzo millennio Cassano non è un ex giocatore perché lo hanno visto giocare, è un ex calciatore perché è lui a dirlo. Lo hanno cercato distrattamente sul web, magari hanno scovato su Youtube i filmati di giocate. Poi hanno nuovamente ascoltato le sue parole su Haaland, Allegri, Messi. Difficile per chi è entrato negli -enta o negli -anta, pensare principalmente a Fantantonio come opinionista. Difficile per chi ha 12 o 16 anni, pensare principalmente a Cassano come giocatore.
Il personaggio Cassano preme per far divertire, ma preme anche per far capire che quando parla di saper giocare a calcio, e non solo giocare a calcio, lo fa perché lui è stato un grande calciatore. Tanto da finire al Real Madrid.
Anche qua la differenza tra generazioni è importante. Perché i quindicenni stanno crescendo con un Real Madrid con pochi punti deboli. Sembra non averne, visto il racconto sognante delle pagine web. Non ha un top in ogni ruolo, ma ci va vicino. Difficile pensare a Cassano coi Blancos, perché i ragazzi hanno in mente questi Blancos.
Quindici anni fa, quando loro nascevano, Cassano faceva parte di un Real Madrid pregno di top, ma alla rinfusa, senza una vera idea, se non quella di mettere talenti in vetrina. Senza crescere. L'attuale Real compra poco, ma con attenzione ad ogni aspetto. Una differenza totale con il vecchio Real del 2006, per anni lontano dall'essere la squadra più titolata al mondo.
Cassano era uno di quei giocatori da vetrina: poteva essere una testa calda quanto voleva, ma in quel Real il talento era l'unica cosa che contava. E lui col talento poteva creare altri dieci sé, tanto era grande. Strabordante.



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