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Fabio Quagliarella(C)Getty Images

Tante squadre e goal da cineteca: la carriera di Fabio Quagliarella

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FabioQuagliarella è stato uno dei pochi calciatori in grado di segnare tanto in provincia quanto in piazze di primissimo piano del nostro campionato.

Superata la soglia dei quarant'anni, l'attaccante ha annunciato la sua intenzione di lasciare il calcio giocato. A mancare non è la passione, ma la condizione fisica che a sua detta pare non assisterlo più.

Una carriera, la sua, contraddistinta da tanti momenti apicali ma anche da alcune situazioni che hanno rischiato di comprometterla.

  • SU E GIÙ PER L'ITALIA

    Quagliarella ha iniziato la sua avventura nelle giovanili del Torino, esordendo in Serie A il 14 maggio del 2000, nell'ultima giornata di quel campionato.

    Per un giovane, lo spazio era poco in granata. Ecco dunque i prestiti prima alla Florentia Viola (denominazione temporanea che ebbe la Fiorentina dopo il crac dell'era Cecchi Gori) e poi al Chieti entrambe in Serie C.

    Nel 2004 torna al Torino e contribuisce alla risalita dei granata in Serie A, ma il fallimento economico del club piemontese lo fa rimanere senza contratto.

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  • DA ASCOLI...

    Il centravanti napoletano trova dunque un accordo con l'Ascoli, disputando il primo campionato da titolare in Serie A e iniziando a farsi vedere.

    Nelle Marche trova il suo primo goal nella massima serie e pur non segnando tantissimo, dà mostra di sé con tante prestazioni di livello.

    La stagione che dà una svolta alla carriera di Quagliarella è però quella 2006/2007, quando passa alla Sampdoria.

    Sotto la guida di Walter Novellino, l'attaccante segna 13 goal diventando uno dei profili italiani più interessanti in circolazione.

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  • A NAPOLI

    L'esperienza ligure dura solo un anno, perché l'Udinese proprietaria di metà del cartellino riesce a comprarne l'altro 50% con un'offerta migliore alle buste.

    Nel biennio friulano esplode definitivamente ed esordisce anche in Europa, totalizzando le prime presenze e i primi goal in Coppa Uefa.

    Alla fine del secondo anno in bianconero vince anche il premio per il miglior goal dell'anno agli Oscar del calcio, grazie a una magia dalla distanza segnata contro il Napoli.

    Ed è proprio il "suo" Napoli a puntarci, acquistandolo nell'estate del 2009 per oltre 16 milioni di euro. Nel capoluogo partenopeo segna tanti goal e si guadagna il soprannome di "Masaniello".

  • LO STALKER E L'ADDIO AGLI AZZURRI

    Idolo della tifoseria, Quagliarella è però costretto a dover lasciare Napoli dopo una sola stagione.

    Una decisione apparentemente inspiegabile e che gli costa le antipatie del pubblico di fede azzurra, soprattutto per la destinazione scelta: la Juventus.

    Qualche anno più tardi si scoprirà però che Quagliarella ha subito lo stalking di un agente della Polizia Postale, che con una serie di lettere minatorie e anonime lo accusava di rapporti con alcuni clan camorristici.

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  • GLI SCUDETTI BIANCONERI

    Alla Juventus Quagliarella continua a segnare come ha sempre fatto e in bianconero arrivano anche i primi trofei della sua lunghissima carriera.

    Nel quadriennio juventino vince tre Scudetti e due Supercoppe italiane, sempre da protagonista sotto l'egida di Antonio Conte, ma l'ultimo anno è caratterizzato da un graduale deterioramento della sua posizione nelle gerarchie offensive della Juventus.

    Per questo nel 2013 decide di tornare al Torino dove trascorre quello che sembra poter essere un percorso iniziato 13 anni prima.

  • LA SAMPDORIA E IL TITOLO DI CAPOCANNONIERE

    Nel 2016 c'è spazio per un secondo ritorno, quello alla Sampdoria. E qui Quagliarella, seppur avanti con gli anni, vive forse le stagioni migliori della sua carriera.

    Nel 2020 vince persino il titolo di capocannoniere, entrando nel gotha della storia della Samp insieme a Brighenti e Vialli.

    Quella che sembra una storia meravigliosa, con l'attaccante che ha superato ormai i 40 anni, termina però con lepilogo più brutto.

    L'ultimo anno del centravanti di Castellammare in Liguria culmina con la rottura del legamento crociato e retrocessione del club blucerchiato.

    Un epilogo amaro al termine di un percorso che però gli ha regalato tantissime belle soddisfazioni e la stima incondizionata di tutti i tifosi che che ha rappresentato indossandone i vari colori. Anche quelli del Napoli, che lo hanno riscattato dopo aver scoperto la realtà su quel frettoloso e doloroso addio.

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