Quando Carlos Cuesta è stato annunciato dal Parma come suo nuovo allenatore, poco dopo la metà di giugno, in tanti hanno storto il naso. Semplicemente perché si trattava di un perfetto sconosciuto per la Serie A.
Normale: prima di sbarcare nel nostro campionato, Cuesta non aveva mai allenato a livello di prima squadra. Il Parma lo ha strappato all'Arsenal, dove il ventinovenne spagnolo ricopriva il ruolo di membro dello staff tecnico di Mikel Arteta.

Ma Cuesta non si è fatto troppi problemi. Del resto è sempre stato abituato a rimboccarsi le maniche per farsi conoscere dal grande calcio. E oggi che ci sta riuscendo, grazie al Parma che gli sta dando la prima opportunità, non può non ripensare a un passato strano, insolito, particolare per il mondo del pallone.
Perché sì, oggi Cuesta è un allenatore di Serie A. Ma una decina o poco più di anni fa non era proprio nessuno nel grande o piccolo calcio: né un giocatore, né una giovane promessa della panchina.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)

