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Cagliari ComoDAZN

Cagliari-Como, perché il VAR non è intervenuto per punire il retropassaggio di Barba a Reina

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Episodio controverso nel finale di Cagliari-Como, penultima partita della seconda giornata di Serie A. E la protagonista del fattaccio è stata la difesa di Cesc Fabregas.

Federico Barba e Pepe Reina, rispettivamente difensore e portiere del Como, hanno rischiato di combinare la classica frittata con un retropassaggio malandrino: né l'arbitro (sbagliando) né il VAR (correttamente) sono intervenuti per punire un'irregolarità abbastanza evidente.

Ma cosa è successo alla Unipol Domus e perché non c'è stata alcuna punizione nei confronti dei lariani?

  • L'EPISODIO

    Minuto 78: dopo una respinta di Reina su un sinistro di Lapadula, la difesa del Como si impappina. E Barba, preso alla sprovvista, tocca col sinistro un pallone che somiglia più a una patata bollente verso lo spagnolo, che prima lo controlla coi piedi e poi, per evitare che finisca in porta, lo prende con le mani.

    Un brivido clamoroso per la coppia che aveva già propiziato il vantaggio del Cagliari, facendosi anticipare simultaneamente da Piccoli sul finire del primo tempo. Ma soprattutto un'irregolarità abbastanza evidente: un portiere non può infatti raccogliere con le mani un retropassaggio con i piedi di un compagno.

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  • NESSUNA PUNIZIONE

    L'arbitro della gara, Marco Di Bello di Brindisi, non è intervenuto assegnando la punizione a due in area al Cagliari, sanzione prevista in casi del genere. E ha sbagliato: il retropassaggio con i piedi di Barba verso Reina non era soltanto netto, ma anche e soprattutto volontario.

    A intervenire, però, non è stato nemmeno il VAR. Con il Como che si è dunque salvato evitando di subire il goal del 2-1.

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  • PERCHÉ IL VAR NON È INTERVENUTO

    Ma perché dalla Sala VAR non è arrivato un richiamo al monitor nei confronti di Di Bello? Semplicemente perché, come confermato anche da Luca Marelli di DAZN, il regolamento non lo prevede.

    Il VAR può infatti intervenire soltanto per assegnare o togliere un calcio di rigore all'interno dell'area: non per la concessione di una punizione a due. Ecco perché, alla fine, Di Bello ha sbagliato ma la tecnologia non è potuta venire in suo soccorso.

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