“La Serie B è stata speciale e bella ed è uno dei motivi che mi ha fatto fare una scelta non impopolare, ma che ha condizionato la mia carriera. Avevo 28 anni ed ero nel momento migliore per un professionista, ma l’ho fatto senza pensarci perché sentivo che era la cosa giusta, che guardandomi allo specchio mi sarei sentito orgoglioso di me e la cosa mi faceva stare bene. Avevo capito che la gente e la Juve avevano bisogno di me ed è stato un piacere, un’occasione quasi da cogliere. Dissi che mi potevano togliere il 15% dello stipendio poiché c’erano problemi economici. Doveva essere sgombrato il campo da equivoci, dovevo far capire che ci credevo e che non andavo in B per il contratto. Dovevo farlo per la gente e con i fatti ho dimostrato che da parte mia c’era riconoscenza”.