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Bruno Fernandes Novara GFXGOAL

Il ragazzo del futuro pagato 40mila euro: Bruno Fernandes a Novara

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"E’ un ragazzo di prospettiva che abbiamo seguito nella Nazionale Under 17 e poi con la sua squadra di club. Si tratta di un trequartista dal buon fisico e di buone qualità. Un giocatore per il futuro, insomma che per adesso pensiamo di utilizzare nella formazione Primavera con la speranza di portarlo in prima squadra".

Monologo, a sipario chiuso. La voce fuori campo è quella di Cristiano Giarretta. Gli addetti al palcoscenico aprono le tende, mostrando il luogo. È il Portogallo del 2012. È i particolare Oporto. Una città che fa rima con calcio in maniera ospitale, corretta. Il Porto è la regina, ma attorno gravitano altre piccole colleghe. Come il Boavista, non proprio un team elitario, ma neanche sconosciuto ai più. Lavora coi giovani, avanza scoprendo, costruendo, vendendo. Repeat.

Quando il Novara si mette ad osservare, mostra di avere una buona vista, senza però sapere di averla così eccezionale. Parliamo di una vista in stile Superman. Perché quando il Novara punta Boavista si assicura Bruno Fernandes. Quel Bruno Fernandes.

  • ITALIA VS INGHILTERRA. ITALIA WIN

    Ah già, ci sono altri Bruno Fernanes nella storia del pallone che potrebbero confondere le idee. I più giovani però difficilmente cadranno nell'omonimia. Al massimo la caduta sarà quella dalle nuvole nello scoprire forse per la prima volta - chissà - il team professionistico con cui il centrocampista del Manchester United ha esordito. Ripetiamo: quel Bruno Fernandes.

    Scovato in Portogallo, Bruno Miguel Borges Fernandes ha appena compiuto 18 anni.

    "La capacità di districarsi negli spazi stretti non è una caratteristica di poco conto nel calcio moderno, di Bruno mi colpiva proprio quest’aspetto" svelerà Mauro Borghetti, responsabile del settore giovanile, autore dell'acquisto in fusione con l'osservatore Nico Ribalta, il quale avrà un futuro da scouting alla Juventus.

    A Novara si è invece compiuto il triste destino della retrocessione: se siete amanti dei numeri, proprio con la 18esima posizione della Serie A 2011/2012. L'arrivo di Bruno in Piemonte non è certo il cardine con cui il Novara conta di ritornare immediatamente in Serie A.

    Semplicemente ha visto in lui qualità importanti sui calci da fermo e in mezzo al campo, sulla via del valorizzare e passare alla cassa. Una spesa di 40.000 euro non è del resto neanche una scommessa: una semplice aggiunta alla squadra Primavera per aggiungere tecnica e provare a sfruttare l'occasione del calciomercato. Non improvvisa, ma costruita con intenso lavoro di scouting e chiusa da Giarretta.

    Nel corso degli ultimi 25 anni c'è chi ha scambiato il calciomercato per il calcio, quasi fosse sullo stesso livello e non solamente un'appendice utile ma non così sognante e vibrante come viene spacciata. Si è banalizzare ogni trattativa, resa semplice nei bar sport: io ho 20 milioni, tu un giocatore che min piace. Preso. Facile no? No. Ogni trattativa ha diversi sbocchi, rami e possibilità. Nel caso di quella che porta Bruno Fernandes al Novara, è il bivio a tenere incollati dirigenti, staff e staff tecnici al telefono.

    Bruno Fernandes è un ragazzo timido. Nelle relazioni interpersonali non è proprio il miglior venditore di sè stesso, ma quando entra in campo la musica cambia. Sinfonia classica più che black metal, strumento delicato più che potente.

    "Il mio agente mi disse che aveva due proposte, una di una squadra italiana in Serie A. Ho chiesto consiglio a lui, mi disse che in un campionato così tattico potevo fare la differenza con la tecnica. Alla fine dopo che il Novara continuava a dire che mi voleva sono andato a visitare il centro sportivo con mia madre. Sono stati tutti gentili, appena c'è stata l'opportunità di firmare il contratto l'ho fatto subito".

    Perfetto, volo in Italia. Il Novara è appena retrocesso e l'appeal risulta comunque essere superiore a quello della collega britannica, non meglio definita, che ha giocato anche la stagione 2011/2012 in seconda serie.

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  • PRIMAVERA. PRIMA SQUADRA. RIPETERE

    Una retrocessione è pur sempre una retrocessione e il Novara non può mantenere intatta la rosa che ha appena riperso quella Serie A conquistata a fatica dopo decenni di sogni infranti, forse spezzati prima di formarsi come tali. Questo non significa che Bruno Fernandes scavi subito nell'opportunità, visto l'incipit del racconto. Il teatro è però quello degli equivoci, quello di aver visto nel portoghese un ragazzo del futuro e non un uomo per il presente. Più che equivoco, routine: su mille opportunità, la boa vista a Boavista becca probabilmente l'unica in grado non solo di fuggire all'etichetta di meteora, flop e bidone, ma anche di lasciare il segno nella storia.

    Quella di Bruno Fernandes, a Novara, inizia a novembre. Contro il Cittadella il momento giunge per un dettaglio non da poco: Tesser viene esonerato dalla prima squadra, lasciando il posto a Giacomo Gattuso, promosso dalla squadra Primavera in cui ha avuto modo di seguire da vicino le abilità del ragazzo. Portato di peso in prima squadra, titubante per come tutto evolva così in fretta. Uno di quei ragazzi ansiosi prima dell'evento, in cui a conti fatti risulterà essere il primo della classe.

    O quello con gli occhi addosso. L'esordio con la Primavera è avvenuto solamente poche settimane prima, complici i problemi di tesseramento, risolti in corso d'opera. Più che andare storto qualcosa, c'è lo scorrere inesorabile del tempo a rimandare i primi passi: il passaggio alla maggiore età durante l'operazione posticipa la fine, aumentando neo suoi scopritori la speranza di un attesa da ripagare.

    Che emozione quando sono entrato in campo, quella partita è stata per me anche un momento importante perché avevo paura di non farcela, di non riuscire ad inserirmi per la lingua, di non trovare il modo per mettere in mostra il mio valore” rivelerà a 'TuttoNovara'.

    Se Gattuso è l'allenatore della prima squadra, Bruno Fernandes è comunque un 18enne alle prime armi: un nuovo paese, seppur latino, una nuova lingua e soprattutto un nuovo mondo, quello professionistico dopo anni di giovanili.

    Certo, ha sempre giocato sotto età e al cospetto dei campionati nazionali, scoprendo se stesso nei più svariati ruoli - persino in difesa - ma il passaporto è pur sempre il riflesso di un volto pulito. Capelli al vento, barba alla così come capita, sguardo che non incrocia quello degli altri. L'esordio contro il Cittadella è un buon esordio. Al quale segue un sali e scendi tra prima squadra e Primavera che Bruno non vivrà mai come bocciatura, consigliato e rassicurato da Gattuso prima e Aglietti, nuovo mister, poi.

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  • LIBERO DI VOLARE

    L'esordio gli permette di essere inserito in un trafiletto. Non in prima pagina. Un onore che non avrà neanche nella gara a cui è più legato, contro il Cesena. Essere legati ad una sconfitta? Certo, se assume un particolare significato o accende quel pulsante che modifica la storia.

    "In quella partita giocai bene, ma la svolta effettiva è avvenuta contro il Cesena. Non so cosa sia successo in realtà, ma mi sono completamente liberato, tutto è andato meglio dopo quella gara”" racconterà Bruno Fernandes, citando anche l'esordio dal primo minuto avvenuto contro l'Empoli.

    Liberato dall'ansia nell'ultima sconfitta del Novara, ma anche grazie alla vicinanza del procuratore e della fidanzata, Bruno Fernandes abbandona la Primavera, intesa come squadra. Sbocciando a primavera, intesa come stagione.

    La sua abilità nello stretto, sulla fascia e in zona goal non permette al Novara di utilizzarlo con i pari età: occorre ad una squadra riuscita effettivamente a rilanciarsi per puntare con decisione alla Serie A, anche tramite i playoff. I tifosi cominciando ad adorare ogni sua mossa, tecnica in termini calcistici e di dedizione, in termini di fede: lavora sodo, il suo mondo italiano è il campo da calcio. Stop.

    Mentre il cielo è coperto di chi già vola con la mente, a terra c'è chi è più cauto, ma comunque votato al futuro: con uno così, anche la prossima stagione potrà essere eventualmente utile per la promozione. Nei playoff, del resto, tutto può accadere. Bruno Fernandes gioca sempre più gare, sempre più spesso. Libero, leggiadro. Cammina sull'erba come se fosse liquida e gli altri non siano in grado di distinguere il materiale. Segna quattro reti che cominciano a suonare come metal pesante, botte dalla distanza, canzoni di rapina e sapersi prendere tutto.

    Tutto, come il mondo che cambia di lì a poco, dopo la delusione dei playoff persi. Giarretta passa all'Udinese e si porta dietro anche lui. Sì, quel Bruno Fernandes lì. Inutile raccontare di più: scopritelo, ammiratelo. Sipario.

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