Sostanza e bellezza. Potrebbe essere questo il nuovo motto della bandiera brasiliana al posto di Ordem e Progresso.
Il Brasile inaugura il suo percorso in Qatar con un successo per 2-0 sulla Serbia. Dopo un primo tempo da sbadigli, le cose si animano un po' nel secondo tempo.
Prima Alex Sandro stampa un gran tiro dalla distanza sul palo, poi Richarlison con un tap-in scaccia via i fantasmi che perseguitano la Seleçao dal nefasto 7-1 del Mineirao nel 2014.
La punta del Tottenham esordisce al Mondiale con una doppietta, chiudendo i giochi con un goal che termina diretto nell'album dei ricordi di questo strano mondiale novembrino.
Dopo il raddoppio la squadra di Tite inizia un forcing per arrotondare il risultato, ma il duo portiere-traversa impediscono la gioia del 3-0 ai brasiliani.
Soprattutto in una competizione breve e particolare, resa ancor più peculiare dall'inedita collocazione in calendario, avere questa qualità unita alla quantità può essere la formula vincente.
L'unica nota stonata è l'infortunio di Neymar, che lascia il campo a una decina di minuti dal termine.
Questa Seleçao vive da oltre 8 anni con l'incubo del Mineirazo, con il 7-1 subito dalla Germania che ancora pesa sulle spalle della Seleçao.
Tornare a casa dal Qatar con 7 chili d'oro in più in stiva potrebbe finalmente lenire le ferite di un popolo tutto.
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