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Italy v Norway - FIFA World Cup 2026 QualifierGetty Images Sport

Bonucci torna su Cardiff e Allegri: "Tante chiacchiere e leggende, dispiaciuto per come è finita con il tecnico"

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Da due stagioni ha lasciato il calcio, ma continua il suo percorso di formazione per proseguire la sua carriera all'interno di un mondo che tanto gli ha dato in termini di soddisfazioni e carriera.

Leonardo Bonucci è stato protagonista dell'ultimo episodio di Legends Road, format realizzato da DAZN, in un'intervista nel corso della quale è tornato su diversi momenti focali della sua vita nel calcio.

Queste le sue parole.

  • L'ESPERIENZA IN NAZIONALE

    In prima battuta Bonucci parla della sua nuova esperienza nello staff di Rino Gattuso in Nazionale:

    Sono molto, molto grato a Rino, al Presidente, per questa opportunità […]. E non vedo l’ora… perché mi rendo conto che quando sono con Rino e con i ragazzi in Nazionale, lo sento. Una fiammella da dentro comincia a riaccendersi”.

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  • AGRODOLCE ROSSONERO

    Un passaggio poi sull'unica stagione nella quale ha indossato la maglia del Milan.

    "Nella mia vita ho sempre guardato il bicchiere mezzo pieno e l'essere andato al Milan mi ha migliorato a livello umano. Ho cominciato a conoscere di più me stesso e poi mi ha permesso di conoscere Rino. Conoscere Rino da allenatore e comunque condividere il percorso da novembre a giugno, a luglio anzi perché poi ho ricominciato anche il ritiro, mi ha permesso di far parte oggi del suo staff nella Nazionale. Quindi è stata un’ulteriore riprova che tutte le esperienze ti portano a un qualcosa di positivo se ci credi, se la leggi e se la vivi in maniera positiva". 

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  • SPALLETTI E LA JUVENTUS

    Da attento osservatore delle vicende bianconere, Bonucci ha commentato l'arrivo di Luciano Spalletti a Torino e la ripresa della squadra.

    "Oggi con Spalletti ha ripreso ad essere la Juventus [...]. Io parlo con i ragazzi che stanno dentro, ho avuto un modo di parlare con lui e devo dire che sono tutti molto, molto soddisfatti di quello che lui trasmette sul campo e di quello che è il rapporto con la squadra". 

  • IL RAPPORTO CON ALLEGRI

    "A me è dispiaciuto come si è conclusa, perché veramente bastava poco. Alla fine, voi mi vedete, anzi mi avete visto, in campo.... uno che è “cattivo”, che rompe, che discute, che fa, ma fondamentalmente sono un buono, soprattutto nei rapporti umani ci credo molto. Aver chiuso la parentesi della Juventus in quella maniera, con il mister in quella maniera, era un fardello che mi portavo dentro. C'è stata l'opportunità quando siamo andati a vedere il Milan con tutto lo staff della Nazionale di parlarci ma da persone intelligenti si va avanti".

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  • QUELL'INTERVALLO DI CARDIFF...

    Infine un chiarimento sulle tante storie raccontate in relazione all'intervallo della finale di Champions League del 2017 a Cardiff.

    "A Cardiff c’è tanta leggenda e tante chiacchiere, perché nello spogliatoio non è successo quello che è stato detto e narrato. Semplicemente io ho preso Paulo, che era stato ammonito nel primo tempo e che aveva cominciato a giocare meno per paura di prendere il secondo giallo, e gli dissi Paulo guarda che tu a noi servi, ma non così, perché tu sei quello che fa girare la squadra. Quindi tu fregatene se prendi il secondo giallo [...]. Però almeno sei in campo, perché se giochiamo contro di loro non ci possiamo permettere di giocare con uno in meno. Questo è semplicemente quello che è stato".

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