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Bonucci-Allegri, storia di un rapporto difficile

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Insieme hanno vinto tanto e perso due finali di Champions League ma quella tra Massimiliano Allegri e Leonardo Bonucci, a differenza di quanto recita l'inno della Juventus, non è mai stata la "storia di un grande amore".

Hanno convissuto, si sono sopportati ed a tratti supportati ottenendo anche grandi risultati. Alla lunga però il carattere forte di entrambi li ha portati allo scontro. Fino alla rottura, inevitabile.

Si spiegano così le ultime dichiarazioni di Bonucci che, pur senza mai farne il nome, ha imputato ad Allegri il doppio addio alla Juventus.

Già perché i due ci hanno anche riprovato a stare insieme quando il difensore ha deciso di tornare a Torino dopo la stagione da separati al Milan. Stavolta però i risultati non hanno aiutato mentre i contrasti sono continuati, tanto che questa estate il tecnico ha avallato la decisione di mettere l'ormai ex capitano fuori rosa.

Uno smacco insopportabile per Bonucci, che vede in Allegri il maggiore responsabile del divorzio, definitivo, dalla Vecchia Signora.

  • LO SGABELLO DI OPORTO

    Le tensioni tra Allegri e Bonucci, dopo due Scudetti vinti insieme nelle prime due stagioni, deflagrano pubblicamente nel febbraio del 2017.

    La Juventus gioca in casa contro il Palermo, quando il tecnico non prende bene un consiglio non richiesto da parte di Bonucci e in campo lo apostrofa in malo modo: "Stai zitto testa di c***o".

    Bonucci deve stare zitto e deve giocare. Ha sbagliato e ho sbagliato anche io con lui”, ammetterà a fine partita Allegri.

    Sembra uno scontro destinato a rientrare nel giro di pochi giorni, ma alla vigilia della delicatissima trasferta di Oporto arriva l'annuncio a sorpresa del tecnico: Bonucci va in tribuna.

    Il difensore, come noto, assiste alla gara seduto su uno sgabello mentre i compagni vincono senza di lui ipotecando la qualificazione ai quarti di finale.

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  • Leonardo Bonucci Milan

    IL TRASFERIMENTO AL MILAN

    Bonucci viene reintegrato quasi subito ma non dimentica quanto accaduto. L'estate successiva quindi non ci pensa due volte a lasciare la Juve per trasferirsi al Milan, dove viene subito nominato capitano.

    E ovviamente anche in quel caso Allegri verrà indicato da Bonucci come il maggior responsabile della rottura con i bianconeri.

    Il 31 marzo 2018, accolto dai fischi del suo vecchio pubblico, Bonucci si toglie una delle pochissime soddisfazioni nella sua breve esperienza in rossonero segnando proprio contro la Juventus e mostra la tua tipica esultanza nei confronti dei tifosi bianconeri che non la prenderanno benissimo.

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  • LA FASCIA NEGATA

    Dopo una sola stagione Bonucci decide che è meglio tornare nell'amata Torino e firma la tregua con Allegri, pronto a sua volta a riaccoglierlo nella speranza di riportare la Juventus alla vittoria.

    Le cose però andranno molto diversamente, tanto che Allegri saluta lasciando la panchina per un paio di anni prima a Pirlo e poi a Sarri con i quali Bonucci è titolare inamovibile.

    Una volta tornato, nel 2021, i contrasti tra Allegri e Bonucci riprendono. Leggere per credere la risposta del tecnico quando gli si chiede chi sarebbe stato il capitano della Juve dopo Chiellini: "Leo vuole la fascia? Se ne era andato, se la vuole la compra e gioca in piazza".

    Il capitano diventa Dybala, ma all'inizio della scorsa stagione la fascia passa finalmente sul braccio di Bonucci. Almeno sulla carta.

    In campo infatti, un po' per problemi fisici e un po' per scelta tecnica, il nuovo capitano si vede poco.

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  • Bonucci AllegriGetty

    L'ULTIMO STRAPPO

    La rottura, definitiva, arriva qualche mese fa quando Allegri, come raccontato dallo stesso Bonucci, gli consiglia di appendere le scarpe al chiodo:"L'allenatore mi ha convocato solo a fine marzo nel suo ufficio, prima della partita col Friburgo di Europa League, per dirmi che sarebbe stato il caso di anticipare il mio percorso da allenatore lasciando il calcio giocato. Gli ho detto che rispettavo la sua opinione, ma che fino all'Europeo 2024 non volevo smettere".

    Un segnale chiaro di quale fosse la posizione del tecnico, che di certo in estate non si è opposto alla decisione di tagliare Bonucci. Decisione per cui viene ritenuto il maggiore responsabile dal diretto interessato: "È la seconda volta che mi trovo costretto a lasciare la Juventus, in entrambi i casi per la presa di posizione di un singolo, che non sono io... Quello che è sotto gli occhi di tutti è che non ho mai avuto un rapporto come avrei voluto con l'allenatore. Non solo per colpa mia perché ho il mio carattere e molto spesso ho preso posizioni per il bene della squadra e dei compagni. Si è così creato un corto circuito che non mi ha permesso di chiudere la carriera come avrei voluto".

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