JUAN MABROMATA/AFP/Getty ImagesBoca-River, chi si rivede: da Zarate a Quintero, gli 'italiani' del Superclasico
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GoalStorie tricolori
Carlos Tevez, Maurito Zarate, Fernando Gago, Gino Peruzzi e Guillermo Barros Schelotto da una parte; Lucas Pratto, Juan Fernando Quintero e Bruno Zuculini dall'altra. Storie diverse, colori diversi, ma un comun denominatore: una volta, neppure troppo tempo fa, nella nostra Serie A c'erano anche loro. Protagonisti assoluti come Tevez, meteore come Pratto, teste calde come Zarate. E pure un... fantasma, perché Schelotto il Palermo non l'ha mai guidato veramente. Tutti si ritroveranno ora di fronte sabato 10 e sabato 17, nei due Superclasicos più importanti della storia. In finale c'è anche un po' d'Italia.
Getty ImagesCarlos TEVEZ
Boca, Cina, ancora Boca. Ha il giallo e il blu tatuati nel cuore, Carlitos, ma alla fine del 2016 nemmeno lui è riuscito a resistere al richiamo dei soldi (o del progetto?) dello Shanghai Shenhua. Ma il figliol prodigo è infine tornato a Buenos Aires, dove spera di chiudere la carriera in grande stile. Gioca meno di un tempo, è spesso chiuso dal nuovo arrivato Zarate e in Argentina dicono che soltanto l'intervento della dirigenza abbia portato Schelotto a un ripensamento, dopo aver deciso di escluderlo dall'ottavo di ritorno col Libertad. Ma quando l'ex bianconero scende in campo, qualcosa accade ancora: la doppietta al Tigre di sabato scorso è il segnale che anche lui si sta preparando in grande stile alla finale.- PubblicitàPubblicità
GettyMauro ZARATE
Ancora questioni di cuore, come nel caso di Tevez, ma in questo caso di cuori spezzati: quelli dei tifosi del Velez, che a luglio ha abbandonato dopo un anno per rincorrere il sogno di una Libertadores mai vinta nella propria carriera. Anche a costo di rompere con la propria famiglia e in particolare col fratello Rolly, che ha sparato: "La sua è stata una pugnalata al cuore. Tutti i rapporti con Mauro sono interrotti, non esiste più". In campo, l'ex viola ha pienamente recuperato dal gravissimo infortunio rimediato nel febbraio del 2017 con la maglia del Watford: Schelotto gli ha subito concesso un discreto spazio e lui l'ha subito ripagato, firmando un goal in campionato e tre in coppa. Ha grandi possibilità di giocare il Superclasico.
Getty ImagesFernando GAGO
Rieccolo, a 32 anni, a giocarsi una Libertadores che nella propria carriera ha solamente sfiorato: si trasferì dal Boca al Real Madrid nel gennaio del 2017 e proprio dalla Spagna, qualche mese più tardi, assistette al trionfo dei suoi ex compagni sul Gremio. Anche questa volta ha rischiato di non esserci, a causa dei due infortuni allo stesso ginocchio (ottobre 2017 prima, marzo 2018 poi) che lo hanno costretto a saltare i Mondiali nonostante la paziente attesa di Sampaoli. Al Boca, dove si era messo in luce giovanissimo, è tornato dopo le esperienze in chiaroscuro con Roma, Valencia e Velez: non è un titolare fisso, in Libertadores ha fin qui giocato col contagocce, ma avercelo uno così in spogliatoio.- PubblicitàPubblicità
GettyGino PERUZZI
L'unico del listone che non potrà certamente esserci: in questa stagione è già sceso in campo in Libertadores con la maglia del Nacional di Montevideo, dove il Boca l'ha spedito in prestito. Tornato in patria nel 2015 dopo il biennio catanese, Peruzzi non ha praticamente mai brillato, perdendo infine la titolarità. A giugno ha detto: "Volevo tanto rimanere al Nacional, ma certe cose non dipendevano solamente da me". Non esattamente il modo migliore di ripresentarsi a Schelotto, che non a caso nei primi tempi l'ha ignorato, concedendogli poi una chance a inizio ottobre col Colon e schierandolo per tutti i 90 minuti altre due volte. Il primo passo di una lenta e faticosa rinascita.
Marcelo Endelli/Getty ImagesGuillermo BARROS SCHELOTTO
Lo ricordate al Palermo, nelle prime settimane del 2016? Zamparini lo volle in rosanero, ma il mellizo (gemello, di Gustavo) non riuscì mai a sedersi in panchina per troppi problemi burocratici. E così, nel marzo dello stesso anno, ecco la chance offertagli dal Boca, il club di cui Guillermo era già stato bandiera da giocatore, al posto di un altro cuore azul y oro come Rodolfo Arruabarrena. Chance sfruttata nel migliore dei modi, con la conquista di due campionati e di una nuova finale di Libertadores, lui che la coppa più importante del Sudamerica l'aveva già alzata in quattro occasioni in campo.- PubblicitàPubblicità

Juan Fernando QUINTERO
Juanfer, come lo chiamano laggiù. Fisico non sempre da atleta, ma un sinistro che canta e idee che guizzano continuamente nel cervello. Al River ha ritrovato le copertine dopo aver girovagato con fortune alterne tra Pescara, Portogallo, Francia ed essere rinato nella natía Colombia (13 reti nel 2017 con l'Independiente Medellin). La Nazionale e Pekerman non l'hanno mai dimenticato, tanto da portarlo ai Mondiali russi e schierarlo titolare in tutte le gare disputate. Anche Gallardo, che lo ha preferito a Nacho Fernandez in entrambe le sfide di semifinale contro il Gremio, lo stima: alla Bombonera dovrebbe puntare su di lui e sulle sue incursioni da destra verso il centro.
Lucas PRATTO
Già, Pratto. Colui che al Genoa mise assieme appena 14 presenze con un goal e che, a un certo punto, l'ex ct Bauza preferiva (sigh) a Higuain, giusto per non essere da meno rispetto ai colleghi Martino e Sampaoli. Certo, in Sudamerica il cammello ha un suo perché: al Velez è sempre andato in doppia cifra, all'Atletico Mineiro ha lasciato rimpianti, al San Paolo non ha sfondato e così se l'è riportato in Argentina il River Plate, che a gennaio ha sborsato la cifra più alta della propria storia: quasi 14 milioni di dollari. A Buenos Aires Pratto sta vivendo un'esperienza in chiaroscuro: appena 6 reti complessive. Ma, complici i guai fisici di Scocco, sabato dovrebbe esserci lui. Curiosità: è un ex Boca, anche se non tutti se lo ricordano.- PubblicitàPubblicità
Marcelo Endelli/Getty ImagesBruno ZUCULINI
Tornato in patria dopo i 12 mesi complessivi al Verona, che ha aiutato a risalire in Serie A e che ha lasciato in una situazione disperata nella massima serie, non è un intoccabile di Gallardo. Tanto che sono appena 144 i minuti totali collezionati dal fratello d'arte in tutta la Libertadores 2018. In mezzo al campo, del resto, i titolari sono altri, in primis il gioiello Palacios. E così il suo highlight annuale, l'episodio per cui è salito agli onori della cronaca, sono i controversi 44 minuti disputati nell'ottavo d'andata contro il Racing, ad agosto, nonostante la squalifica di 4 turni (poi ridotti a due) rimediata 5 anni fa con la maglia della stessa Academia e mai scontata. La CONMEBOL, che aveva dato l'ok al River, ha in seguito riconosciuto l'errore posticipando le due giornate di stop, tra inevitabili polemiche provenienti da Avellaneda.
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