Pr chi pensava che l’Atletico Madrid avrebbe giocato solo per limitare i danni al Camp Nou, la serata si è rivelata ben diversa. Inizialmente la squadra di Simeone sembrava attendista, ma un episodio ha poi cambiato volto al match, e il Barcellona esce sconfitto in casa 2-0 nell’andata dei quarti di finale di Champions League.
Avvio frizzante, con entrambe le squadre pronte a creare occasioni. Al 18’, Lamal scappa alle spalle della difesa e serve Rashford per il tap-in a porta vuota, ma l’azione viene annullata per fuorigioco. Man mano che i minuti passano, il match sembra favorevole ai blaugrana, finché un episodio nel finale di primo tempo stravolge i piani: palla filtrante per Simeone, che si invola e viene steso da Cubarsi da ultimo uomo. Kovacz estrae inizialmente il giallo, ma dopo il controllo VAR cambia decisione ed espelle il difensore spagnolo. La punizione battuta da Álvarez diventa una magia: supera la barriera e si infila all’incrocio dei pali, portando l’Atletico in vantaggio.
In avvio di ripresa, Flick cambia modulo passando al 4-3-2, sacrificando Lewandowski e puntando sulla velocità di Rashford e Yamal in attacco. Dalla combinazione tra i due nasce la prima occasione del secondo tempo: lo spagnolo serve Rashford, che scarta Musso ma calcia sull’esterno della rete. Poco dopo, su punizione, l’inglese centra in pieno la traversa, con una deviazione decisiva di Musso.
La partita perde ritmo e a beneficiarne è l’Atletico, con Simeone che azzecca anche il cambio: Sorloth, entrato al 60’ per Lookman, anticipa Gerard Martín in area e firma il 2-0. Il Barcellona prova disperatamente a riaprire i conti, ma si infrange contro il muro biancorosso.
