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Lautaro Martinez InterGetty Images

L'assenza di Lautaro si fa sentire nell'Inter: nelle ultime cinque gare una sola rete dagli attaccanti per i nerazzurri

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Potrebbe essere un caso, per carità, ma è innegabile che l’assenza di Lautaro Martinez alteri notevolmente gli equilibri in casa Inter.

Il capocannoniere, nonché uno dei leader tecnico-tattici e dello spogliatoio, dà sempre l’impressione di poter essere decisivo, sia con i suoi goal - ben 18 fin qui tra tutte le competizioni - sia con le sue giocate.

E con lui in campo giocano meglio tutti: ne beneficiano i giovani Pio Esposito e Bonny, così come Thuram, ormai compagno fisso delle ultime stagioni, che senza l’argentino sembra quasi un altro giocatore.

  • Lautaro Martinez Inter ChivuGetty Images

    'QUASI' SEMPRE PRESENTE: LAUTARO PUNTO FISSO PER CHIVU

    Non lo ha mai nascosto: Chivu ha fin da subito riconosciuto in Lautaro un elemento fondamentale della rosa, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello morale.

    Al di là di due panchine per turnover - contro l’Ajax alla prima di Champions League e contro il Venezia agli ottavi di Coppa Italia - l’allenatore nerazzurro ha sempre fatto affidamento sul suo capitano.

    In campionato sono arrivate 14 reti e quattro assist in 25 presenze, mentre in Champions League ha segnato un gol in otto partite, numeri che confermano la sua centralità nel reparto offensivo meneghino.

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  • Lautaro Martinez InterGetty Images

    ARRIVA IL PRIMO INFORTUNIO STAGIONALE

    L'infortunio rimediato contro il Bodo/Glimt in Norvegia è il primo problema fisico rimediato da Lautaro in questa stagione.

    L'ultimo stop infatti risaliva allo scorso maggio quando dopo il ko contro la Roma a San Siro il capitano argentino ha accusato un fastidio alla coscia ed è rimasto ai box per qualche settimana per cercare di recuperare in tempo per la finale di Champions League.

    Da allora, il numero 10 nerazzurro non ha più accusato infortuni, dimostrando una certa continuità fisica a pochi mesi dal suo prossimo 29° compleanno.

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  • Marcus Thuram InterGetty Images

    L'ATTACCO DELL'INTER RALLENTA: SOLO UN GOAL DELLE PUNTE NELLE ULTIME CINQUE GARE

    C'è un’Inter con Lautaro e un’Inter senza. Non è soltanto una sensazione, ma un dato di fatto.

    I nerazzurri faticano maggiormente a trovare verticalità e a sviluppare il dualismo tra gli attaccanti, con l’argentino spesso al centro della manovra offensiva. Il numero 10 nerazzurro svolge un lavoro prezioso non solo in termini realizzativi, ma anche spalle alla porta, assumendo quasi il ruolo di regista d’attacco.

    Dalla sera del suo infortunio, il 18 febbraio in Norvegia contro il Bodo/Glimt, gli attaccanti nerazzurri hanno segnato una sola rete in cinque gare, proprio con Pio Esposito contro gli uomini di Knutsen, e solo mentre al suo fianco c’era il numero 10.

    Nelle successive quattro partite, infatti, zero goal tra il giovane talento classe 2005, Bonny, e l’ormai veterano Thuram, che nell’ultimo periodo sta attraversando un momento di crisi e, senza il suo compagno di gioco preferito, fatica a ritrovarsi.

  • Pio Esposito InterGetty Images

    SARÀ DERBY DI MILANO SENZA LAUTARO: L'ATTACCO NELLE MANI DI THURAM, PIO ESPOSITO E BONNY

    Se è vero che l’Inter non poteva sperare di arrivare al derby di Milano in condizioni di classifica migliori - con un netto vantaggio di 10 punti sui rossoneri - è altrettanto vero che l’assenza di Lautaro pesa, e non poco.

    Tutti e tre gli attaccanti, Thuram, Pio Esposito e Bonny, hanno dimostrato di rendere meglio giocando al fianco di Lautaro, ma nel derby, che con ogni probabilità deciderà lo Scudetto - se manterrà aperti i giochi o li chiuderà definitivamente - dovranno fare a meno del capitano argentino.

    Fin qui le reti non sono mancate, tutt’altro, ma sono state distribuite tra gli altri giocatori, con un Dimarco in versione quasi supereroistica e con i calci piazzati a fare la differenza. 

    Chivu e l’Inter sperano però di ottenere risposte dai centravanti in una serata che può valere moltissimo: ora toccherà a loro dimostrare di saper essere “grandi” anche senza il numero 10 al loro fianco.

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