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L’Arsenal ha già lasciato in passato che le sconfitte in finale mandassero in malora la stagione: Arteta deve trovare un modo per liberarsi dal passato

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Nulla sembrava davvero funzionare per la squadra di Mikel Arteta. Avevano iniziato piuttosto bene, con il portiere del City James Trafford chiamato a una tripla parata al sesto minuto, ma quello è stato praticamente il punto più alto per quelli in rosso.

La sconfitta per 2-0 contro gli uomini di Pep Guardiola ha stabilito un record indesiderato: l’Arsenal ha ora perso più finali di Coppa di Lega consecutive di qualsiasi altra squadra, portando il totale a quattro. La storia d’amore che il club ha con la FA Cup non si estende altrettanto alla sua controparte della EFL.

Nel corso degli anni, i vincitori della Coppa di Lega tendono a registrare un calo di forma nel tratto finale della stagione. È una tradizione che l’Arsenal spererà continui per allontanare la minaccia del City e conquistare la Premier League, ma anche il record dei Gunners di non riuscire mai a riprendersi del tutto dall’amarezza di una finale è motivo di preoccupazione.

  • Arsenal manager Arsene Wenger enters theAFP

    Battaglia di Cardiff

    Arsène Wenger non vinse mai una Coppa di Lega in oltre due decenni alla guida dell’Arsenal. Cercò di trattare la competizione come un terreno di gioco per i giovani emergenti del club e a scopo di sperimentazione. Ci volle fino al 2007 perché “Le Professeur” raggiungesse la sua prima finale nella competizione e, come ricompensa, scelse di schierare i giocatori che li avevano portati fin lì. L’età media della formazione, 21 anni, fu la più bassa di sempre in una finale professionistica inglese. Di fronte si trovarono un Chelsea allenato da José Mourinho, che a quel punto era campione della Premier League per due stagioni consecutive ed era, di fatto, la risposta inglese ai “Galácticos”.

    Il divario tra gli undici in campo era tale che si può solo elencarli per cogliere la differenza di qualità. Mourinho schierò la formazione titolare con: Petr Čech; Lassana Diarra, John Terry, Ricardo Carvalho, Wayne Bridge; Claude Makelele, Michael Essien, Michael Ballack, Frank Lampard; Didier Drogba, Andriy Shevchenko.

    Nell’angolo rosso, Wenger schierò: Manuel Almunia; Justin Hoyte, Kolo Touré, Philippe Senderos, Armand Traoré; Theo Walcott, Cesc Fàbregas, Denílson, Abou Diaby; Jérémy Aliadière, Júlio Baptista.

    Incredibilmente, l’Arsenal passò in vantaggio grazie al 17enne Walcott, ma Drogba pareggiò poco dopo. Una partita combattuta scivolò nel caos nei minuti di recupero, dopo che Drogba portò il Chelsea avanti, con John Obi Mikel, Emmanuel Adebayor e Touré tutti espulsi.

    Il consenso, al termine dell’ultima finale di Coppa di Lega disputata al Millennium Stadium di Cardiff, era che l’Arsenal fosse stata la squadra migliore quel giorno e si fosse costruita per il futuro; eppure poi si spense sia nel breve sia nel lungo periodo. La squadra di Wenger vinse solo tre delle 12 rimanenti partite di Premier League di quella stagione e fu eliminata dalla Champions League agli ottavi dal PSV Eindhoven, mentre non avrebbe più alzato un trofeo fino al 2014.

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  • Arsenal's French defender Laurent KoscieAFP

    Sorpresa a Birmingham

    L’Arsenal raggiunse di nuovo la finale di Coppa di Lega nel 2011 e, questa volta, era nettamente favorito per porre fine a una siccità di trofei che a quel punto era diventata uno dei primi meme di internet, almeno nella sfera calcistica. Il Birmingham City, che occupava il 14º posto in Premier League, era l’avversario, e Wenger fu spietato con la formazione in questa occasione, schierando il suo XI più forte possibile per portare a termine il compito.

    Eppure l’Arsenal riuscì comunque a perdere. Nikola Žigić sbloccò il risultato per i Blues poco prima della mezz’ora, ma Robin van Persie assicurò che la sfida fosse in parità all’intervallo. Con il passare di una partita tesa, il Birmingham acquistò fiducia di poter mettere a segno un colpo a sorpresa. E non dovette faticare troppo per segnare il gol decisivo.

    Un fraintendimento tra Laurent Koscielny e il portiere Wojciech Szczęsny permise a Obafemi Martins di intrufolarsi e depositare il pallone in una porta vuota. Contro ogni pronostico, il Birmingham batté l’Arsenal in una grande finale di coppa, e da quel momento nessuna delle due squadre fu più la stessa. I Blues di Alex McLeish vinsero solo due volte da lì in poi, precipitando in classifica e retrocedendo in Championship, mentre anche gli uomini di Wenger ottennero soltanto altre due vittorie, e le loro speranze di titolo svanirono mentre scivolavano dal secondo al quarto posto.

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  • Arsenal v Manchester City - Carabao Cup FinalGetty Images Sport

    L'ultima impresa di Wenger

    L’ultima finale di Wenger da allenatore dell’Arsenal arrivò nella Coppa di Lega 2017-18, con il City come avversario quel giorno. Ironicamente, ciò avvenne con Arteta nella panchina opposta, con lo spagnolo alla sua seconda stagione da assistente di Guardiola.

    Le possibilità dell’Arsenal di imporsi erano esigue. Era un City avviato verso la prima — e, a oggi, unica — stagione da 100 punti della Premier League. Sfumò per poco un vantaggio a sorpresa con Pierre-Emerick Aubameyang, ma quell’occasione fu il momento migliore del pomeriggio dei Gunners. Sergio Aguero sfruttò una difesa notoriamente troppo debole di Shkodran Mustafi per portare avanti il City, mentre i gol nella ripresa di Vincent Kompany e David Silva suggellarono un perentorio 3-0 per la squadra di Guardiola.

    La notizia dell’addio di Wenger a fine stagione non divenne ufficiale fino ad aprile, ma i segnali c’erano tutti che sarebbe stato il suo ultimo ballo. Qualificarsi alla Champions League tramite un piazzamento tra le prime quattro sembrava incredibilmente improbabile, e così i Gunners provarono con tutte le forze a vincere invece l’Europa League. Misero alle corde l’Atletico Madrid in una semifinale di altissima qualità, ma persero 2-1 nel totale, mentre l’era Wenger si chiudeva con un tale gemito che ci volle Arteta per rilanciare il club diversi anni dopo.

  • FBL-ENG-LCUP-ARSENAL-MAN CITYAFP

    Il Manchester City “fiuta il sangue”

    Il City ha condannato l’Arsenal alla quarta sconfitta consecutiva nelle finali di Coppa di Lega domenica, questa volta con Arteta in panchina contro il suo mentore Guardiola. È stata una partita che ha dimostrato come l’allievo non sia ancora diventato il maestro, con i Gunners nettamente surclassati a Wembley.

    Tra il 60° e il 64° minuto, il terzino sinistro del City Nico O’Reilly si è infilato due volte nell’area dell’Arsenal per approfittare di cross morbidi dalla fascia destra. Il primo gli è stato in parte servito su un piatto d’argento da Kepa Arrizabalaga, ma il secondo è arrivato grazie alla pura forza di volontà. È stata una giusta ricompensa per il City, che è stata la squadra capace di alzarsi e decidere di voler essere quella a determinare la finale, invece di lasciarsela scivolare via.

    Ora l’attenzione torna alla corsa al titolo di Premier League e O’Reilly ha ammesso che il City percepisce un’opportunità di scavalcare l’Arsenal in classifica. Intervistato da CBS Sports, alla domanda se la sua squadra riesca ora a “sentire l’odore del sangue”, O’Reilly ha risposto: “Sì, al 100 per cento. L’odore del sangue non se n’è mai andato: lo abbiamo sempre sentito. Abbiamo fiducia in noi stessi, sappiamo di potercela fare; loro devono venire da noi, che è un campo difficile su cui venire, come tutti hanno visto in questa stagione. Quindi sì, sentiamo l’odore del sangue e dobbiamo continuare. Per noi [vincere la finale] significa tantissimo, crea slancio e ora dobbiamo andare avanti e spingere. Ovviamente per loro è un duro colpo.”

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  • Arsenal v Manchester City - Carabao Cup FinalGetty Images Sport

    Motivi per l’ottimismo?

    Ma il City non ha il controllo della corsa al titolo. Da mesi il destino è nelle mani dell’Arsenal e hanno quasi impedito a qualunque altra squadra di arrivare anche solo a distanza di tiro.

    Il divario di punti al momento è di nove, anche se il City ha una partita in meno e ospiterà i Gunners all’Etihad Stadium il 19 aprile. Eppure, anche se l’Arsenal dovesse perdere quello scontro e il distacco si riducesse a tre punti, alla fine guiderebbe comunque la classifica nella volata finale.

    Arteta, inoltre, tende a imparare dai propri errori. Dopo che l’Arsenal fu travolto 4-1 all’Etihad verso la fine della loro prima stagione in cui lottavano per il titolo, decise di trasformare la squadra in una corazzata difensiva. La loro annata 2024-25 è stata compromessa da una crisi di infortuni che ha messo a nudo la mancanza di profondità della rosa, e hanno corretto questa lacuna con un’intensa sessione estiva di mercato che ha permesso loro di essere in corsa per il quadruple quest’anno.

    L’Arsenal resta la squadra da battere. Questa è stata la loro prima sconfitta con più di un gol di scarto in tutta la stagione. Il paradosso è che, se vogliono superare una volta per tutte l’ostacolo, potrebbero dover semplicemente evitare di battere se stessi.

  • FBL-ENG-LCUP-ARSENAL-MAN CITYAFP

    Il messaggio di Arteta

    Arteta era, ovviamente, piuttosto dimesso nelle interviste post-partita, anche se ha mantenuto un briciolo di speranza per il futuro. C’è ancora molta fiducia che questa possa essere una stagione speciale per l’Arsenal.

    Alla domanda su come farà a risollevare di nuovo i giocatori, Arteta ha risposto: "Beh, soprattutto per avere un po’ di prospettiva su tutto questo e su ciò che questa squadra ha fatto negli ultimi otto mesi, che è stato incredibile, e useremo questa delusione e questo fuoco nello stomaco per vivere i due mesi più straordinari che abbiamo mai trascorso insieme, e dipende da noi, e gestiremo quell’energia nel modo giusto. Ora dobbiamo attraversare quel dolore e quella delusione ed è normale, fa parte del calcio."

    È abbastanza facile dirlo, ma è un’altra cosa metterlo in pratica. E se l’Arsenal dovesse andare sotto di un gol nella prossima partita di Premier League all’Emirates? Come reagirà il pubblico? È troppo radicato nel DNA del club crollare sul più bello? I cori viscerali di 'ancora secondi, ole ole' arriveranno a questi giocatori? Stiamo per vedere il vero carattere di questa squadra.

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