Arsène Wenger non vinse mai una Coppa di Lega in oltre due decenni alla guida dell’Arsenal. Cercò di trattare la competizione come un terreno di gioco per i giovani emergenti del club e a scopo di sperimentazione. Ci volle fino al 2007 perché “Le Professeur” raggiungesse la sua prima finale nella competizione e, come ricompensa, scelse di schierare i giocatori che li avevano portati fin lì. L’età media della formazione, 21 anni, fu la più bassa di sempre in una finale professionistica inglese. Di fronte si trovarono un Chelsea allenato da José Mourinho, che a quel punto era campione della Premier League per due stagioni consecutive ed era, di fatto, la risposta inglese ai “Galácticos”.
Il divario tra gli undici in campo era tale che si può solo elencarli per cogliere la differenza di qualità. Mourinho schierò la formazione titolare con: Petr Čech; Lassana Diarra, John Terry, Ricardo Carvalho, Wayne Bridge; Claude Makelele, Michael Essien, Michael Ballack, Frank Lampard; Didier Drogba, Andriy Shevchenko.
Nell’angolo rosso, Wenger schierò: Manuel Almunia; Justin Hoyte, Kolo Touré, Philippe Senderos, Armand Traoré; Theo Walcott, Cesc Fàbregas, Denílson, Abou Diaby; Jérémy Aliadière, Júlio Baptista.
Incredibilmente, l’Arsenal passò in vantaggio grazie al 17enne Walcott, ma Drogba pareggiò poco dopo. Una partita combattuta scivolò nel caos nei minuti di recupero, dopo che Drogba portò il Chelsea avanti, con John Obi Mikel, Emmanuel Adebayor e Touré tutti espulsi.
Il consenso, al termine dell’ultima finale di Coppa di Lega disputata al Millennium Stadium di Cardiff, era che l’Arsenal fosse stata la squadra migliore quel giorno e si fosse costruita per il futuro; eppure poi si spense sia nel breve sia nel lungo periodo. La squadra di Wenger vinse solo tre delle 12 rimanenti partite di Premier League di quella stagione e fu eliminata dalla Champions League agli ottavi dal PSV Eindhoven, mentre non avrebbe più alzato un trofeo fino al 2014.