Poco dopo la fine della partita persa contro il Fluminense, un opinionista brasiliano si è chiesto: "Ma com'è possibile che questa Inter sia arrivata in finale di Champions League?". Eppure sì, era proprio questa Inter. Anche se in realtà, al contempo, non lo era.
Il ko di Charlotte ha chiuso in maniera mesta una stagione che fino a un mese e mezzo fa era promettente, potenzialmente entusiasmante, ma che è finita con un pugno di mosche in mano. Niente campionato, niente Champions. Prima ancora, niente Coppa Italia e niente Supercoppa Italiana. E ora, niente Mondiale per Club. Dal triplete, o quadriplete, al nulla assoluto: bruciante.

Parecchio è andato male, nella squadra appena presa in mano da Cristian Chivu, nella competizione chiusasi già agli ottavi di finale. La sconfitta contro il Fluminense non ha fatto che confermare quel che ormai si era capito da tempo, ben prima dell'inizio del Mondiale, già da quando ogni certezza aveva cominciato a scricchiolare.
L'uscita anticipata dal torneo statunitense ha solo posto i puntini sulle i, sottolineando la delicatezza della riorganizzazione tecnica divenuta necessaria dopo l'addio di Simone Inzaghi e l'arrivo di Chivu. Però fa male lo stesso.






