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Angelino Roma 2024-2025Getty Images

Angelino si scopre jolly: doppio ruolo nella Roma di Juric

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Al suo arrivo in panchina, Ivan Juric ha presentato subito un'interessante novità.

Oggetto del cambio ruolo è stato Angelino, che nell'11 titolare scelto dal croato in Roma-Udinese nel giorno del suo esordio al timone dei giallorossi è stato impiegato in maniera differente.

L'ex City e Lipsia fornisce una preziosissima opzione tattica, candidandosi a chiave e certezza degli schemi su cui Juric intende improntare la Lupa.

  • IL RUOLO DI ANGELINO CON JURIC

    Roma-Udinese di domenica scorsa ha fornito un'importante indicazione sul ruolo in cui Juric intende sfruttare Angelino: se lo spagnolo di base è un esterno sinistro, in grado di dire la sua sia come terzino che a tutta fascia, la scelta del nuovo allenatore dei capitolini lo ha visto cambiare ruolo.

    Angelino infatti è stato schierato come braccetto mancino di difesa del suo 3-4-2-1, completando il pacchetto arretrato con Mancini e Ndicka. Vederlo all'opera lì è stato un qualcosa già pensato e adottato - seppur a sprazzi - da De Rossi, ma ora con Juric potrebbe trasformarsi in certezza.

    Molto dipenderà dalla crescita fisica di Mario Hermoso, acquistato da svincolato dopo la conclusione del contratto che lo legava all'Atletico Madrid e in rampa di lancio per Roma-Athletic.

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  • DOVE GIOCHERÀ ANGELINO IN ROMA-ATHLETIC BILBAO?

    Nel match di Europa League di giovedì contro i baschi Hermoso si candida per partire titolare, ragion per cui Angelino si appresta a tornare nel suo ruolo naturale: quello di esterno sinistro, prenotando la fascia mancina che in Roma-Udinese era stata occupata da Stephan El Shaarawy con appunto l'arretramento del numero 3 in retroguardia.

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  • JURIC: "ANGELINO IL MIO RICARDO RODRIGUEZ? PIÙ DIMARCO…"

    Juric mostra di puntare forte su Angelino e, nella conferenza stampa tenuta alla vigilia di Roma-Athletic, lo ha confermato con un paragone importante:

    "Angelino può giocare in entrambi i ruoli. L'altro giorno mi è piaciuto molto, ha difeso in maniera eccellente e ha qualità. È il mio Ricardo Rodriguez? No, più il mio Dimarco".

    Il riferimento all'interista è legato agli anni condivisi dal tecnico e dal nerazzurro al Verona, dove Dimarco sbocciò e fu lanciato da Juric proprio agendo come braccetto. L'evoluzione avuta, la conosciamo tutti.

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