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Del Piero Tudor Zidane JuventusGetty Images/GOAL

Gli aneddoti di Tudor su Del Piero e Zidane sul senso di appartenenza alla Juventus: "Sono due cose belle dei miei tempi"

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La Juventus è pronta a vivere una nuova vita, cercando di lasciarsi alle spalle quanto prima possibile la negatività delle ultime settimane, e a ripartire sotto la guida di Igor Tudor.

Il nuovo allenatore, nel corso della conferenza stampa, ha affrontato diversi temi, raccontando anche due aneddoti per trasmettere quello che secondo lui è il senso di appartenenza in bianconero.

Dopo diversi anni passati con la maglia della Vecchia Signora, dunque, inizia il suo nuovo cammino in una nuova veste: l'obiettivo è quello di convincere società e tifosi.


  • L'EPISODIO CON ZIDANE

    Alla domanda di un giornalista, che chiedeva quale secondo lui fosse il senso di appartenenza e la sua esperienza da giocatore bianconero, Tudor ha risposto sorridendo: "Vi racconto questa. Quando ero giocatore, ero un ragazzo, avevo circa 20 anni. Entro negli spogliatoi, devo fare una terapia e aspetto. Chi stava facendo la terapia finisce, sarebbe stato il mio turno. Ma vedo arrivare Zidane che deve fare lo stesso trattamento e mi sposto per farlo passare, per dare a lui la precedenza. Lui mi prende e mi dice 'no no, tocca a te. Io vengo dopo'. Ero un giovanotto."

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  • IL RICHIAMO DI DEL PIERO

    E ancora:"Ve ne racconto un altro. Ero in spogliatoio dopo un allenamento. Tolgo le calze e le butto. Si avvicina Del Piero, che prende le calze e mi fa 'guarda che le calze si mettono così. Se tu le lanci poi tocca a qualcun altro raccogliere e sistemarle. Non ti costa nulla. Le prendi e le sistemi per bene.' Sono due cose belle di quello che è l'ambiente Juventus, dell'umiltà, di quello che ho vissuto io".

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  • L'IMPORTANZA DI RITROVARE I GIUSTI VALORI

    La conferenza stampa di presentazione di Igor Tudor ha messo in evidenza un aspetto fondamentale: la necessità di ritrovare lo spirito giusto e il senso di appartenenza ai colori bianconeri.

    Nel corso di questa stagione, infatti, ciò che è sembrato spesso mancare alla squadra di Thiago Motta non è stato tanto un livello di gioco elevato - i bianconeri hanno dimostrato più volte di saper controllare la partita - quanto piuttosto la capacità di reagire con orgoglio nei momenti difficili.

    In particolare, nelle ultime settimane, le pesanti sconfitte contro Atalanta e Fiorentina hanno evidenziato questa lacuna. Per Tudor, trasmettere fin da subito l’importanza di lottare fino alla fine per la maglia sarà la chiave per invertire la rotta e provare a conquistare un posto in Champions League, l’ultimo obiettivo rimasto prima dell’inizio del Mondiale per Club.

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