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Andrea CompagnoGetty Images

Andrea Compagno giocherà in Cina: nel 2023 veniva preconvocato dall'Italia di Mancini

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Di Andrea Compagno, qui in Italia, si è parlato per diverso tempo tra il 2022 e il 2023. Del resto è un nostro connazionale che all'estero ha imparato a farsi valere, anche se in un campionato minore come quello romeno. Tanto da meritarsi perfino le attenzioni di Roberto Mancini.

Ebbene, ora Compagno non giocherà più in Romania. E non giocherà più neppure in Europa: il suo destino è il Tianjin Jinmen Tiger, formazione che milita nella Chinese Super League, il massimo campionato della Cina.

La formazione asiatica aveva messo gli occhi su Compagno già qualche settimana fa: i primi rumours risalivano a dicembre. E ora il centravanti nativo di Palermo ha firmato un contratto di due anni, preparandosi a una nuova avventura dopo le reti con il Craiova e il FCSB.

  • DALLA NAZIONALE ALLA CINA

    Compagno, che oggi ha quasi 28 anni, nel marzo del 2023 toccava il punto più alto della propria carriera calcistica: Roberto Mancini, allora commissario tecnico dell'Italia, lo inseriva nell'elenco dei preconvocati per le due partite delle qualificazioni agli Europei contro Inghilterra e Malta.

    "Il presidente mi ha chiamato e mi ha detto: "Compagno è stato convocato in Nazionale" - diceva il ds del FCSB, Mihai Stoica - Gli ho chiesto se stesse scherzando. Non avevamo mai avuto un giocatore in Nazionale a questo livello".

    Quella preconvocazione non si è poi trasformata in una convocazione vera e propria, in realtà. Troppa la concorrenza, troppi gli illustri colleghi da scalzare.

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  • L'ANNO MAGICO DI COMPAGNO

    Poco male: per un bel periodo di tempo, Compagno è stato sulla bocca di tutti. Merito di un rendimento in campo clamoroso, per uno che mai in carriera aveva toccato vette del genere.

    Nel dettaglio: nell'anno solare 2022, Andrea da Palermo è stato l'attaccante italiano più prolifico con 24 reti, più di quelle messe a segno da Ciro Immobile (2022). Nel 2022/2023 si è laureato capocannoniere della Liga I, il massimo campionato romeno, con 16 reti, alla pari del croato Dugandzic.

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  • "SONO MATURATO DOPO"

    Eppure, in pratica, in Italia mai nessuno si è accorto di Compagno. Neppure il Palermo, il Catania e il Torino, le tre squadre più importanti in cui ha militato, senza riuscire mai a varcare il confine che separava il settore giovanile dalla prima squadra.

    "Sono pragmatico: nel calcio ci sono i famosi treni che passano - diceva Compagno in un'intervista a GOAL Italia dell'ottobre 2022 - ma se semini bene, se ti sacrifichi, se dai la massima dedizione per avere qualcosa alla fine ti arriva. Presto o tardi, in un modo o in un altro arriva la strada giusta. Semplicemente: non mi reputo lo stesso giocatore che ero in Italia. Ho avuto un problema alle ginocchia che poi ho risolto: sono un giocatore diverso e, anzi, per questo motivo non biasimo né il Catania né il Torino per non avermi dato un’opportunità. La mia maturità calcistica è arrivata dopo”.

  • LASCIARE LA COMFORT ZONE

    E così, Compagno è dovuto emigrare. Nel 2018 se n'è andato a San Marino, al Tre Fiori. Quindi la Romania, la sua terra promessa, dov'è esploso prima con il Craiova e poi con il FCSB, l'ex Steaua Bucarest. Senza mai rimpiangere scelte che, di fatto, lo avrebbero sorprendentemente portato alle soglie della Nazionale.

    “È una scelta che volevo fare - ha raccontato ancora a GOAL Italia - poi tra il volere e il farlo accadere ne passa: non dipende solo da te. A San Marino il destino ha voluto che il genero del preparatore dei portieri al Tre Fiori, che fa l’agente, mi abbia notato. Molti italiani non hanno questa propensione ad andare all’estero e lasciare la propria comfort zone: anche perché andare all’estero non significa solo andare in Inghilterra. Di solito vai in questi Paesi in cui facendo uno o due anni belli ti si apre un mondo: volevo questa sfida perché l’avevo sempre ritenuta una via più percorribile, forse per istinto. Sono passato per la Serie D italiana e dico sempre che è un labirinto: è difficile partire da lì e arrivare nelle categorie che sogni da bambino, in Serie B o Serie A”.

    Il Tianjin Jinmen Tiger rappresenta l'ennesima sfida, l'ennesimo treno. Anche se esotico. Anche se particolarmente insolito per uno che, appena un anno fa, sognava di vestirsi d'azzurro.

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