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Amodio doppio ex di Lecce e Napoli: "Gli azzurri mi sono rimasti nel cuore"

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La rincorsa del Napoli verso la conquista dell'aritmetica certezza dello Scudetto riparte dal 'Via del Mare' di Lecce, contro una delle poche squadre capaci di fermare quest'anno i ragazzi di Spalletti, frenati sull'1-1 al 'Maradona' nel match d'andata.

Una partita molto speciale per Nicolas Amodio, centrocampista uruguaiano con un passato sia in azzurro che in giallorosso, ritiratosi a 32 anni nel 2015 dopo un'esperienza in prestito tra le fila del Martina in Lega Pro.

Amodio è dunque un doppio ex della sfida, anche se non ha mai nascosto la sua fede partenopea: Napoli gli è rimasta nel cuore a differenza di Lecce dove, complici anche alcuni problemi familiari, non è mai riuscito a trovare la sua dimensione ideale.

  • LA PARENTESI A NAPOLI: DOPPIA PROMOZIONE DALLA C1 ALLA A

    Amodio sbarca a Napoli nell'estate 2005 in tandem con il connazionale Bogliacino, dal Defensor Sporting e dopo un prestito proficuo alla Sambenedettese: i partenopei sono impegnati nel girone B di Serie C1 dopo il fallimento di un anno prima, e ottengono l'obiettivo della promozione in B al secondo tentativo.

    Amodio è ovviamente titolare e il suo contributo alla risalita avviene anche nell'annata seguente, quella che sancisce il ritorno in Serie A senza passare dai playoff: categoria assaporata per sole tre partite soltanto nel 2008/2009, dopo un paio di prestiti tra Treviso e Mantova.

    All'ombra del Vesuvio resta fino a gennaio 2010, quando è ormai ai margini: altri due prestiti con Piacenza e Portogruaro prima della separazione definitiva, avvenuta a luglio 2011 con la risoluzione del contratto per tornare in patria, al Penarol.

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  • L'ANNO A LECCE: UN ADDIO COMPLICATO

    Amodio resta svincolato a gennaio 2013 e nell'estate seguente si accorda col Lecce per giocare nel campionato di Prima Divisione, poi diventato Lega Pro: un goal all'attivo in una stagione che vede i salentini fallire la promozione in B.

    A settembre 2014 passa al Martina in prestito, ma a novembre è costretto a rientrare in patria per affrontare alcuni problemi familiari e il suo apporto alla causa del club si limita a sole dieci apparizioni in Lega Pro.

    La risoluzione del contratto coi giallorossi, risalente all'agosto del 2015, pone fine alla carriera di Amodio (scelta pesantemente condizionata dalle problematiche private sopracitate) che, qualche mese prima, si sfoga ai microfoni di 'ColpoDiTaccoWeb.it' per il trattamento ricevuto in Salento.

    "Con il Lecce eravamo d'accordo che mi avrebbero pagato fin quando ho giocato, ovvero fino al mese di novembre. Al resto rinunciavo personalmente, com'è giusto che sia. Mi hanno dato la loro parola, ci siamo stretti la mano, ma poi hanno bloccato tutto e vogliono cambiare le carte in tavola a quanto pare. Il Martina, invece, ha pagato la propria percentuale e non c'è alcun problema. Io adesso ho degli arretrati e sono stato sottopagato dal Lecce. Purtroppo al momento la dirigenza non ha rispettato la parola data e, quindi, se non ci saranno variazioni, a luglio sarò di nuovo e volentieri a Lecce come il contratto prevede. Io, però, non ho preso un centesimo in più di quanto mi spetta, anzi vorrei fare chiarezza”.

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  • LA CONVIVENZA COL DIABETE

    Al termine del campionato 2005/2006, Amodio rivela di essere affetto da diabete giovanile fin dall'età di 9 anni, patologia che comunque non gli impedisce di giocare a calcio in ambito professionistico, tanto che il 14 ottobre 2006 l'AIMD (Associazione Italiana Medici Diabetologi) gli consegna il premio 'Atleta diabetico dell'anno'.

  • L'AMORE PER IL NAPOLI E LA CITTA'

    Tra Lecce e Napoli, Amodio non ha dubbi su chi farà il tifo: intervenuto a 'Radio CRC' durante la trasmissione 'Si Gonfia la Rete', ha confidato di essere rimasto affezionato al capoluogo partenopeo e di provare una grande ammirazione per Di Lorenzo e compagni.

    "Mi sento molto più ex del Napoli che del Lecce. In Salento sono stato un anno e mezzo e ho dei bei ricordi, ma Napoli è nel mio cuore. La sconfitta contro il Milan brucia, ma il campionato degli azzurri resta comunque strepitoso. Hanno perso solo tre partite, l'esito di una sola gara non può cambiare le opinioni. Ora però c'è il Lecce e il Napoli deve dimostrare di essere tornato quello visto in tutta la stagione".

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