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Locatelli JuventusGetty Images

Altro che "Real Madrid d'Italia", la verità del campo è chiara e la sa anche Spalletti: la Juventus oggi vale il Como

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"Irriconoscibili" titola domenica 22 febbraio 'Il Corriere dello Sport' con i giocatori della Juventus in primo piano dopo la sconfitta casalinga contro il Como.

In realtà i tifosi bianconeri sono ormai quasi abituati a certi risultati, e soprattutto certe prestazioni, decisamente lontane dal livello che la storia del club imporrebbe a chi ne veste la gloriosa maglia.

Cesc Fabregas al termine della partita di sabato pomeriggio, forse anche per esaltare ancora di più l'impresa dei suoi, ha definito la Juventus come "il Real Madrid d'Italia". Un paragone che, oggi come oggi, non regge.

E lo sa benissimo Luciano Spalletti che già prima della gara ai microfoni di DAZN era stato chiarissimo: "Oggi giochiamo contro una squadra di pari livello". Affermazione che il campo ha confermato.

  • JUVENTUS VS COMO: NON È DAVIDE CONTRO GOLIA

    Certo se guardiamo alla storia il successo del Como contro la Juventus sembrerebbe la classica favola di Davide che batte Golia. Ma la realtà attuale è molto diversa.

    E allora affrontiamola questa realtà. Dietro la crescita esponenziale della squadra di Fabregas, oggi solo un punto dietro in classifica, ci sono tante idee ma anche tanti soldi.

    Solo in questa stagione, citando i dati di Transfermarkt, il Como ha investito più di 126 milioni di euro. La Juventus nello stesso periodo appena undici milioni in più.

    Ma a differenza dei lombardi i bianconeri hanno anche venduto molto, tanto che il rosso sul mercato è di 50 milioni contro i 110 del Como.

    D'altronde la società lariana è in mano ai fratelli indonesiani Hartono, ovvero la proprietà più ricca dell'intera Serie A con un patrimonio stimato che secondo 'Forbes' supera i 40 miliardi di dollari. Altro che Davide contro Golia.

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  • Juventus FC v Como 1907 - Serie AGetty Images Sport

    JUVE COME IL REAL MADRID? SOLO PER LA STORIA

    Il paragone tra Juventus e Real Madrid fatto da Cesc Fabregas ci sta, certo. Ma solo guardando il palmares.

    Oggi come oggi tra la squadra più vincente in Italia e quella di Spagna c'è un abisso a tutti i livelli. Non è un caso se a Madrid giocano Kylian Mbappé e Vinicius mentre a Torino in attacco si alternano David e Openda.

    E così mentre già si iniziano a insinuare i primi dubbi sulla conferma di Luciano Spalletti, ovvero il terzo allenatore diverso in meno di due anni, la realtà è ormai sotto gli occhi di tutti.

    "Affrontiamo una squadra dello stesso livello per la qualità della società, hanno giovani di sicuro avvenire, Fabregas è molto capace e riflette nella sua squadra quello che era lui da calciatore" diceva il tecnico della Juventus prima della sfida contro il Como. 

    Tutte cose che poco dopo il campo ha evidentemente confermato. Anzi per larghi tratti della gara allo 'Stadium' la big sembrava proprio il Como, capace di dettare il ritmo a suo piacimento e colpire col cinismo tipico delle grandi.

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  • DUE VITTORIE SU DUE PER IL COMO CONTRO LA JUVE

    D'altronde che la distanza tra Como e Juventus sia ormai praticamente annullata lo dice il campo. Come sempre unico giudice supremo quando si parla di calcio.

    Prima di questa stagione i lariani avevano battuto la Vecchia Signora appena quattro volte trentuno precedenti. E il loro ultimo successo in campionato risaliva addirittura agli anni '50.

    Stavolta invece tra le due squadre non c'è stata partita: 2-0 a Como contro la Juventus di Tudor e con Nico Paz in campo, 0-2 a Torino contro la Juventus di Spalletti e senza Nico Paz.

    Non due episodi isolati peraltro come testimonia la classifica, che vede attualmente la squadra di Fabregas sesta dietro i bianconeri ma con un solo punto di distacco.

    Sorprendente? Non troppo guardando alla qualità complessiva dei giocatori in campo. "Stesso livello" come dice Spalletti. O forse sotto livello per chi veste la maglia della Juventus.

  • Delneri Del Piero JuveGetty Images

    LA PEGGIORE JUVE DEGLI ULTIMI 15 ANNI

    Febbraio doveva essere il mese della verità per la Juventus e così sarà. Anche se le risposte non sono certo quelle sperate dai tifosi bianconeri.

    La squadra di Spalletti ha messo insieme quattro sconfitte e un pareggio nelle ultime cinque partite ufficiali tra Atalanta, Lazio, Inter, Galatasaray e Como. 

    E senza il colpo di testa di Kalulu al minuto 96 di Juventus-Lazio staremmo parlando di un filotto netto: cinque sconfitte su cinque.

    I bianconeri dopo ventisei giornate di campionato hanno raccolto appena 46 punti, con una media di 1.7 a partita. Si tratta del peggior risultato degli ultimi 15 anni.

    Per ritrovare qualcosa del genere bisogna risalire alla stagione 2010/11, ovvero quella con Delneri in panchina che chiuse al settimo posto. Allora i punti erano 41, mentre nella scorsa stagione la Juventus ne aveva 49 ovvero tre in più di oggi.

    Altro che "Real Madrid d'Italia'....

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