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Aldo Serena AncelottiGetty Images

Aldo Serena su Ancelotti: "Mi sputò addosso, ma dopo un'amichevole mi tese la mano"

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Aldo Serena, negli anni ottanta, era per definizione "l'uomo con la valigia". Ha giocato ovunque e ha vissuto derby su derby piazzato su entrambi i lati delle barricate: il Torino, la Juventus, l'Inter, il Milan.

L'ex centravanti, che da anni è apprezzata seconda voce (oggi a Sky) e che con l'Italia sfiorò il titolo mondiale nel 1990, ha concesso un'intervista all'edizione odierna del Corriere della Sera. Parlando di pallone ma non solo.

Da Van Basten ad Ancelotti, ecco i principali temi calcistici trattati da Serena durante la chiacchierata.

  • COMPAGNI MEMORABILI

    "Ero innamorato di Platini per come giocava: aveva tutto quello che non avevo io. Poi mi sembrava impossibile che potesse esistere un calciatore come Scirea: bravo, buono, competitivo ma rispettoso degli altri. Con Nicola Berti ho avuto un’amicizia terapeutica: io portavo solidità ed equilibrio lui mi ha tirato fuori la leggerezza e la spensieratezza. Ci vediamo ancora".

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  • VAN BASTEN E ANCELOTTI

    "Se mi chiarii con Van Basten dopo che mi tirò la sabbia in faccia? No. No. E nemmeno con Ancelotti che mi sputò addosso. Ma Carlo al Milan mi fece dei complimenti dopo un’amichevole: mi tese la mano".

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  • IL RIGORE SBAGLIATO A ITALIA '90

    "Mi ha creato dei problemi, penso di aver avuto una crisi di panico. Avevo le gambe durissime, respiravo in modo strano: il portiere mi sembrava un gigante. Non ricordo nulla dell’errore, né di tutto quello che è successo dopo: un black out di due giorni.

    Baggio non si perdona ancora l’errore del 1994? Io me lo sono perdonato, perché per andare avanti devi chiudere la porta. Però resta la parentesi peggiore della mia carriera: tornando indietro, cambierei il lato del tiro".

  • LO SCREZIO CON GALLIANI

    "A Pressing feci una critica forte agli arbitri. Lui telefonò dopo Juve-Milan dicendo che non sarei più entrato a San Siro. Non fu così".

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