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Yacine Adli Milan Roma Serie A 2023 2024Getty Images

Milan, Adli: "A inizio stagione Pioli mi disse di trovare una via d'uscita, poi le cose sono cambiate"

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Da partente a certezza del Milan.

Yacine Adli ha ribaltato scenari che, se inizialmente lo vedevano come oggetto misterioso, adesso lo pongono tra le prime scelte di Pioli a centrocampo.

Il francese, intervistato da 'L'Equipe', ripercorre la scalata in rossonero passata attraverso un avvio complicato.

  • "DOVEVO MIGLIORARE TATTICAMENTE"

    "Ero giovane ed esposto - riporta 'Milannews' - Sono maturato molto. Ciò che mi ha colpito di più arrivando al Milan è stata la forza dell'istituzione".

    "Non ho mai mollato perché non ero messo male negli allenamenti. Secondo l'allenatore dovevo fare un salto tattico, come tutti i giocatori che arrivano in Serie A. Dovevo migliorare in difesa. E poi, nel ruolo di trequartista c'erano Brahim Diaz che stava facendo bene, e Charles De Ketelaere che era stato il grande acquisto dell'estate. Ero in fase di apprendimento e gerarchicamente partivo dietro di loro. Era difficile conquistare un posto in campo".

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  • "NON HO MAI MOLLATO"

    "Non ho mai mollato agli allenamenti e l'intensità era massima ad ogni sessione. Non ero nella lista della Champions League e quindi a volte mi allenavo da solo, con un preparatore. Non volevo perdere tempo, dovevo essere pronto per ogni eventualità. Avevo un buon rapporto con tutti, avevo un peso nello spogliatoio, ero un punto di riferimento, anche se giocavo poco".

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  • LA SVOLTA COL CAMBIO RUOLO

    L'arretramento dalla trequarti alla mediana, per Adli, si è rivelata la chiave dell'affermazione al Milan.

    "I dirigenti erano contenti del mio impegno e volevano che rimanessi. Anche il discorso di Pioli era simile, non ho mai avuto problemi con lui, rispettavo le sue scelte come allenatore e l'uomo è sempre stato onesto".

    "Pioli ha adottato un nuovo sistema con un mediano e due centrocampisti centrali. All'inizio della stagione, mi ha detto: 'Abbiamo fatto altre scelte, devi trovare una via d'uscita'. L'ho ringraziato per la sua onestà e gli ho detto che poteva contare sulla mia serietà fino alla mia partenza. Ma poi sono rimasto nel gruppo perché lavoravo duro, preparavo i titolari e l'allenatore mi ha persino portato in tournée negli Stati Uniti".

    "Lì, mi ha detto che il club stava cercando un mediano difensivo ma pensava che potessi dire la mia. Gli ho risposto che avevo già giocato in quella posizione... anche se non sono nemmeno sicuro che sia vero!".

  • IL RETROSCENA SU IBRAHIMOVIC

    A contribuire ai progressi rossoneri di Adli, come svela lo stesso centrocampista, è stato anche Zlatan Ibrahimovic.

    "Sono abbastanza vicino a lui. Chiunque lo conosca ti dirà che è un uomo straordinario e sicuramente un valore aggiunto nella vita di qualcuno. Riesce a analizzare bene le cose e a dare consigli mirati. Lo faceva da giocatore ed è naturale farlo da dirigente. Zlatan mi diceva: 'Taci e lavora, arriverà'. Ed è successo".

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  • "GIROUD FONTE DI ISPIRAZIONE"

    Parole al miele, infine, Adli le riserva anche ad Olivier Giroud.

    "Una fonte di ispirazione? Certamente, è sempre stato messo in discussione e ogni volta ha dimostrato carattere e si è mantenuto ai massimi livelli. È un esempio di determinazione e perseveranza".

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