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Acerbi Juan JesusGetty Images

Acerbi spera nello sconto: potrebbe evitare la stangata sul caso Juan Jesus

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Acerbi e Juan Jesus, come previsto, sono stati ascoltati nella giornata di venerdì dal Procuratore federale Giuseppe Chiné.

E come previsto entrambi i giocatori hanno confermato le rispettive versioni su quanto accaduto domenica scorsa durante Inter-Napoli.

Adesso, insomma, la palla torna al Giudice Sportivo che dopo aver ricevuto gli atti dell'indagine condotta da Chiné dovrà prendere la sua decisione sul caso.

Ma quali sono gli scenari?

  • QUALI PROVE?

    Di fronte a due versioni contrapposte, con Acerbi che nega di aver pronunciato insulti di natura razzista e Juan Jesus che conferma di aver sentito la parola 'ne**o', stabilire la verità dei fatti non sarà facile.

    A meno che, ovviamente, dai file audio e video in mano a Chiné non emerga chiaramente quanto accaduto sul prato di 'San Siro'.

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  • L'IPOTESI 'SCONTO'

    Ma cosa potrebbe succedere se non ci fossero evidenze fattuali di un insulto razzista? La speranza di Acerbi e dell'Inter, secondo 'La Gazzetta dello Sport', è quella che la violazione contestata possa cambiare passando dall'articolo 28 all'articolo 29, ovvero quello relativo alla condotta gravemente antisportiva.

    In quel caso la pena massima prevista dall'ordinamento è di 2 giornate di squalifica, che con eventuali aggravanti potrebbero salire fino a 3-4. Comunque molto meno delle 10 giornate che rischia attualmente Acerbi.

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  • I PRECEDENTI

    I precedenti però non lasciano molte speranze in tal senso dato che in passato, anche senza prove evidenti, casi simili sono stati puniti sempre col massimo della pena prevista ovvero "almeno 10 giornate di squalifica".

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  • QUANDO ARRIVA LA SENTENZA

    La palla, decisamente rovente, torna adesso nelle mani del Giudice Sportivo che all'inizio della prossima settimana emetterà la sentenza nei confronti di Acerbi.

    Il rischio di una squalifica per il difensore dell'Inter è altissimo. Ma la durata resta ancora tutta da stabilire.

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