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Abraham Lazio MilanGetty Images

Abraham titolare per convincere il Milan: le prospettive e le nuove gerarchie con Jovic e Okafor

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Un'altra notte per dimostrare di essere da Milan. Come accaduto prima della sosta, in cui anche Tammy Abraham ha messo lo zampino nella splendida azione collettiva del 2-2 in casa della Lazio, quella che se non altro ha evitato ai rossoneri di uscire battuti dall'Olimpico.

Abraham, in quell'occasione, è entrato dalla panchina. Paulo Fonseca gli ha preferito Okafor, così com'era accaduto a Parma una settimana prima. Entrambe le volte mancava Alvaro Morata, il titolare designato della maglia numero 9 nonostante formalmente ne abbia scelta un'altra, ovvero la 7.

Questa volta sarà diverso. Le indicazioni in vista di Milan-Venezia di sabato sera dicono che il titolare sarà proprio Abraham. Mentre Morata ha recuperato dal guaio muscolare rimediato dopo Parma, è tornato ad allenarsi in gruppo, ma inizialmente andrà in panchina.

  • VOLUTO A TUTTI I COSTI

    Abraham è stato ufficializzato dal Milan venerdì 30 agosto, proprio agli sgoccioli del mercato. Ma la corte rossonera durava già da un bel po'. La dirigenza aveva individuato in un altro attaccante uno degli obiettivi da mettere a segno prima della chiusura della finestra estiva. E l'inglese era sempre stato una delle prime scelte, se non la prima, specialmente dopo il trasferimento di Fullkrug al West Ham.

    Scambio di prestiti con Saelemaekers: questa è la formula scelta da Milan e Roma per chiudere un'operazione su cui entrambi i club hanno deciso di spendere energie nelle ultime ore del mercato. Anche a costo - dal punto di vista rossonero - di fare a meno del belga, brillante nel precampionato tanto da prendersi più volte i complimenti di Fonseca.

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  • Leao Lazio Milan Serie AGetty

    SUBITO DECISIVO

    Abraham ci ha messo poco ad ambientarsi nel nuovo mondo. Pochissimo, anzi. Un giorno appena. L'inglese, in pratica, non s'è mosso da Roma: 24 ore dopo la sua ufficializzazione si giocava Lazio-Milan all'Olimpico e lui era lì, subito a disposizione, come se indossasse la maglia del Diavolo da settimane, da mesi o da anni.

    "Normalmente non porto i giocatori che arrivano il giorno della partita o il giorno prima - ha spiegato Fonseca prima della gara a DAZN - ma siamo in una situazione speciale. Jovic è infortunato, Tammy si è allenato sempre. Vediamo se avremo bisogno o no. Lui è pronto ad aiutare la squadra".

    Il portoghese, alla fine, ha davvero avuto bisogno di Abraham. Bisognava fare qualcosa per rinvigorire una squadra tramortita dall'uno-due laziale di Castellanos e Dia e un attacco che non pungeva. Abraham è entrato in campo con la testa giusta, subito pronto a dare una mano. E proprio lui ha fornito l'assist del 2-2 a Leão, utile non tanto a far dimenticare il caso cooling break, quanto a strappare almeno un punticino.

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  • UN ANNO DA RECUPERARE

    Abraham sa benissimo di partire svantaggiato rispetto ad altri calciatori della rosa. Del resto è reduce da un anno di inattività quasi completa, a causa di quel gravissimo infortunio a un ginocchio rimediato durante Roma-Spezia del giugno 2023, all'ultima giornata del campionato 2022/2023.

    L'inglese è tornato in campo nelle ultime giornate dello scorso torneo, ha dato una mano alla Roma a eliminare proprio il Milan dall'Europa League, ha segnato a Napoli. Ma è apparso ancora distante dalla forma migliore, anche se già un anno prima non era riuscito a ripetere il rendimento della roboante stagione d'esordio.

    Sensazioni confermate dalle uscite estive in amichevole, che hanno visto un Abraham impacciato e in difficoltà. De Rossi ha spiegato di "non vederlo giù di tono", ma intanto l'ex Chelsea aveva già la testa altrove. Magari proprio al Milan, che da tempo gli aveva fatto pervenire il proprio apprezzamento prima di portarlo finalmente a Milano in extremis.

  • LE GERARCHIE DELL'ATTACCO

    L'assist contro la Lazio ha dimostrato una cosa: che Abraham si è immediatamente calato nel mondo Milan. E che è pronto a ripartire, a far ricominciare la propria carriera, a ridiventare uno degli attaccanti più interessanti della Serie A come nel 2021/2022, l'anno in cui la Roma lo aveva acquistato dal Chelsea per scacciare il ricordo di Edin Dzeko.

    La titolarità contro il Venezia è il secondo passo per trovare stabilità. Abraham spera di sfruttare l'occasione per salire i gradini delle gerarchie di Fonseca. Perché Morata, il capitano della Spagna appena laureatasi campione d'Europa, è il titolare designato. Ma alle sue spalle è bagarre, tra un Okafor deludente nel ruolo di prima punta e uno Jovic che, alla fine, è rimasto al Milan da esubero venendo pure escluso dalla lista UEFA per la Champions League.

    “Quando ho visto che il Milan era interessato a me, non potevo fare altro che aspettare - ha detto Abraham il giorno della presentazione - Tante volte mi sono detto che era questo il posto in cui volevo essere. Sotto il profilo fisico sto bene, sto recuperando da una lesione. Ho voglia di scendere in campo”.

    L'occasione giusta è arrivata. Il Venezia è l'occasione giusta per Abraham per dimostrare di essere il perfetto vice-Morata. Ma anche, chissà, di poter prenderne il posto spesso e volentieri nell'ennesima stagione da doppio impegno campionato-coppa. Okafor, oggi il suo concorrente più diretto, è avvisato.

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