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Zhang Guardiola GOAL

Zhang e il pensiero su Guardiola: "Bravissimo, ma prenderei un tecnico esperto della Serie A"

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Cresce costantemente l'attesa, spasmodica e fervente, per una partita che, in un senso o nell'altro, riscriverà la storia di Manchester City e Inter: prima finale di Champions League per Steven Zhang, volato a Istanbul per stare vicino alla squadra e agli altri dirigenti apicali.

Un traguardo, quello dell'ultimo atto nella competizione più prestigiosa, difficile soltanto da immaginare alla luce dell'austerità alla base del mercato in entrata dei nerazzurri nelle ultime sessioni: intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', il presidente ha ammesso il suo sano stupore di fronte a tale impresa.

"Ad essere onesto, lo avevo solo sognato. E pensavo, guardando il momento del calcio e le differenze tra alcune Leghe, che sarebbe stato difficile arrivare a un traguardo del genere. Nonostante le risorse ingenti che Suning ha investito nell’Inter, a volte spendendo anche più di certe squadre inglesi, a causa dei diversi introiti dai diritti tv esiste ancora un gap enorme tra Premier e Serie A. Però il grande fascino dello sport e del calcio è che non sempre il denaro è tutto e alla differenza di risorse a volte si può sopperire con le idee, la competenza e la passione. Noi ci auguriamo ovviamente che domani sia una di quelle volte".

Sulla strada dell'Inter ci sarà Pep Guardiola.

"E’ un allenatore bravissimo capace di vincere ovunque sia stato, certamente sarebbe un piacere lavorare con lui, ma preferisco scegliere tecnici con esperienza della Serie A".

Il prossimo anno scadrà il prestito triennale elargito dal fondo Oaktree.

"È un fondo importante gestito da persone molto professionali. Abbiamo intenzione di rinegoziare il prestito. Troveremo una soluzione insieme per il rifinanziamento".

A prescindere da quella che sarà la decisione del Milan, la priorità dell'Inter per quanto riguarda il tema stadio è chiara.

"No la nostra priorità è un nuovo stadio, con o senza il Milan".

Infine un aneddoto sulla scelta di Giuseppe Marotta: fu Urbano Cairo a fare il nome del dirigente varesino a Zhang.

"Spesso le aziende straniere quando vanno all’estero fanno l’errore di non capire com’è la cultura del Paese. Se pensi di dominare il mercato senza conoscerlo, rischi solo di essere arrogante. Sei o sette anni fa quando arrivai in Italia fu Urbano Cairo a darmi il primo consiglio: se vuoi vincere hai bisogno di qualcuno che conosca bene il nostro calcio e come funziona un club. E poi mi fece il nome adatto: Beppe Marotta. Se vuoi stare in un Paese devi anche saperti adattare a quel Paese. Io ho bisogno di manager italiani".
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