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Znedek ZemanGetty Images

Zeman promuove la Lazio: "Meglio Sarri di Mourinho, nessun problema con De Rossi"

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Alla vigilia del derby di Roma, l'ex allenatore di entrambe le squadre della capitale Zdenek Zeman ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport.

Il Boemo ha parlato delle sue sensazioni sulla stracittadina, ribadendo ancora una volta quanto in ogni caso per lui un derby non sia altro che una gara da tre punti.

"Il derby di Roma è speciale per i tifosi, non per chi lo gioca. Quando ne ho persi quattro in una stagione, la mia Roma è arrivata davanti alla Lazio. Quindi la verità matematica è che conta come tutte le altre partite".

Il suo pronostico tende a favore dei biancocelesti e ne esalta anche il percorso fin qui intrapreso sotto la guida di Maurizio Sarri.

"La Lazio è favorita. Ma nel derby spesso le gerarchie non vengono rispettate e la squadra più forte o più in forma non vince. Sarri sta facendo meglio, ha già dato un’identità di gioco alla Lazio. Mourinho ha deluso finora le aspettative. Non sul piano dialettico, ma nella qualità del calcio che esprime. La Roma ancora non si capisce cosa voglia fare, in campo, mentre la Lazio è più quadrata".

In ogni caso Zeman sottolinea come le difficoltà dei giallorossi non siano esclusivamente imputabili allo Special One.

"Le difficoltà sono di tutti quando le squadre non funzionano. Ma bisogna mettersi d’accordo su quello che dobbiamo aspettarci dalla Roma. Se chiedevano lo scudetto a Mourinho con questi giocatori, allora hanno sbagliato. Gli scudetti si vincono con i giocatori più bravi, gli allenatori vincono quando hanno la squadra migliore".

Il Boemo torna poi sulla sua doppia esperienza in giallorosso, l'ultima delle quali ormai dieci anni fa.

"Due delusioni diverse. Nel primo periodo sono stato penalizzato dal sistema, diciamo così. Nel campionato 1998/99 (dopo le sue denunce sul doping, ndr) ci tolsero almeno 20 punti in classifica. Ridateceli e facciamo i conti su dove siamo arrivati. Quando sono tornato, mi hanno mandato via prima che potessi giocare la finale di Coppa Italia. L’avrei meritata".

Respinge però le frizioni e gli attriti con Daniele De Rossi, secondo alcuni il vero problema della sua seconda avventura nella Roma.

"A questo io non credo. Daniele con me giocava spesso. Magari non giocava bene visto che nelle vostre pagelle prendeva spesso 4,5... Ma credo che in quel momento avesse qualche problema: fuori dal campo, perché sul lavoro era sempre disponibile e io lo ero con lui".

Sulla crisi del calcio italiano, Zeman non usa mezzi termini.

"Non mi sorprende. Manca la base. In Serie A ci sono squadre che giocano con undici stranieri. E spesso, tornando ai procuratori, i giocatori vanno in un club non perché servano all’allenatore ma per compiacere il manager di turno. E’ il business, vabbè".

Un pensiero poi anche su Ciro Immobile, allenato ai tempi della promozione in Serie A con il Pescara: ma spesso criticato per il suo rendimento in nazionale.

"Per me è solo una questione tattica. Nella Lazio ha più terreno da scoprire, nell’Italia invece trova pochi spazi da punta centrale. Ma resta il centravanti migliore, lo dicono i numeri".

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