Il trasferimento alla Juventus a gennaio, il debutto magico contro il Verona, la super sfida contro l'Inter alle porte, i Mondiali conquistati con la sua Svizzera. E parecchio altro. Sempre con i piedi per terra, perché è questo il titolo del format con cui DAZN ha intervistato Denis Zakaria, nuovo centrocampista bianconero.
Si parte dall'Inter, dal derby d'Italia in programma domenica sera. Zakaria ci sarà, ha recuperato dai problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi e spera pure di partire titolare.
"Non c’è bisogno che mi si spieghi l’importanza. So che è una grande partita del calcio italiano, sappiamo che è importante per noi, per i nostri tifosi. Faremo di tutto per vincere".
Dalla serata dell'esordio contro il Verona sono già passati quasi due mesi.
"È stata una serata perfetta, senz’altro, quando fai anche goal lo è di sicuro. Sono venuto qui per mostrare ciò di cui sono capace per aiutare la squadra. Quel goal mi ha aiutato a presentarmi a tutti. Ma non mi rilasso, ho ancora molte cose da fare, da affrontare partita dopo partita".
Cosa significa sentirsi svizzero?
"Significa che sono nato in Svizzera, sono cresciuto in Svizzera... in Africa ci andavo solo per le vacanze. Essere svizzero vuol dire tanto per me, sento i valori della Svizzera, è il Paese che mi ha dato tutto e cerco di dare qualcosa in cambio".
Capitolo razzismo: Zakaria è già stato vittima di episodi spiacevoli?
"Non ancora, non ancora grazie a Dio. Spero di poter dire lo stesso ancora a lungo perché il razzismo non ha ragion d’essere, sia sul campo sia fuori. È qualcosa purtroppo esiste, è nella società e si manifesta... ma per fortuna non mi è mai capitato di essere un bersaglio".
L'altra passione di Zakaria? Il basket. Con un paio di modelli su tutti.
"C’è LeBron James ovviamente, ma anche Ja Morant... (è il basket!) lo guardo molto quando voglio divertirmi. Ho lasciato la mia comfort zone come LeBron e Durant? Sì, è stato importante per me dopo quasi 5 anni in Germania, era tempo di scoprire un nuovo campionato, nuove situazioni. Quando si è prospettata la possibilità di giocare alla Juventus non ho esitato, è stata un’opportunità grandiosa".
In quale giocatore si rivedeZakaria? I paragoni si sprecano: Pogba, Vieira, Kroos.
"Mah... nessuno! Nessuno, ti dirò! Ovviamente è bello essere associati a dei grandi giocatori, ma come ho sempre detto io sono Denis Zakaria, ho il mio gioco e il mio stile, con il grande rispetto che ho per questi grandi giocatori. Modello di me stesso? Modello no.... però sono un giocatore con caratteristiche speciali, non penso di essere “un Pogba” o “un Vieira”, sì ci sono delle cose simili tra me e loro, ma io resto Denis Zakaria".
Chiusura dedicata alle differenze tra Bundesliga e Serie A.
"Devo ancora giocare un po’ di partite in più, visto anche l’infortunio. Posso però già dire che qui si cura molto più la tattica, si è molto più disciplinati anche a livello difensivo, e che, come dire... ho la sensazione che i giovani ci mettano più impegno, più voglia, il che mi piace molto ed è molto positivo. L'adattamento alla A? È complicato da dire, sono un giocatore polivalente, mi adatto abbastanza bene allo stile di gioco del momento, ho fatto bene in Germania, penso che in Italia possa andare pure bene".


