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Yonghong Li MilanGetty

Yonghong Li 'talismano' Milan, appello di Gattuso: "Non fatelo andare via!"

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Con tempismo eccezionale, Yonghong Li è accorso al 'capezzale' sportivo del suo Milan giusto in tempo per vederlo risorgere nel derby, battendo l'Inter al termine di 120 soffertissimi minuti.

Il proprietario del club rossonero ha assistito al match di Coppa Italia al Meazza, al fianco del suo braccio destro Han Li, del consigliere Xu Renshuo, di Fassone e Mirabelli. Non c'era invece Steven Zhang, figlio del patron dell'Inter, quindi ancora una volta - come già accaduto in occasione del derby di campionato del14 ottobre - non c'è stato nessun contatto tra le due proprietà cinesi.

Presenza dunque benaugurante quella di Yonghong Li, al punto che nel dopo partita lo stesso Gattuso ci ha scherzato su: "Mai sconfitti con il presidente a San Siro? Non fatelo andare via, incatenatevi a Malpensa e così risolviamo il problema! Era contento, prima era stato con noi a Milanello e ha pranzato con noi. Ho proposto di bloccarlo, con tutti i soldi che ha speso nel Milan che senso ha tornare in Cina? Ci attacchiamo anche alla scaramanzia...".

Dal canto suo, il patron rossonero ha twittato la sua soddisfazione: "Uniti nelle vittorie e nelle sconfitte. Solo lavorando tutti insieme riusciremo a ottenere grandi risultati come oggi".

Scaramanzia o no, Gattuso rivendica anche il lavoro fatto: "Scherzi a parte, a questa squadra la qualità non manca e non ci siamo mai fatti allungare. A livello difensivo siamo sempre tornati bene ed abbiamo guadagnato tante seconde palle, ma c'è ancora molto da migliorare. Il palleggio lo abbiamo, ma dobbiamo fare un ulteriore passo avanti in difesa. Ho visto raddoppi e buone marcature, normale che poi venga fuori la qualità".

"So che sbaglio a fare paragoni e non ne faccio mai, ma questo Milan mi ricorda quello della prima parte del 2006/07 quando prendevamo schiaffi da tutti. La società decise di portarci a Malta e poi ne siamo usciti fuori, e questa squadra sta vivendo gli insulti e il massacro. Non difendo nessuno io, ma in ogni momento vedo i ragazzi che provano a scalare le montagne ma ancora non basta, perché a livello mentale e fisico non siamo al top. Nella mia testa pensavo di fare una prestazione così. In queste due settimane quando dicevo che questa squadra si allenava in un certo modo, c'era un motivo. Io non regalo nulla a nessuno...".

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