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Wijnaldum avverte tutti: "In caso di insulti razzisti in Olanda-Repubblica Ceca lascerò il campo"

22:45 CEST 24/06/21
Gini Wijnaldum, Netherlands Euro 2020 away
Il capitano dell'Olanda, Wijnaldum, indosserà una speciale fascia contro la Repubblica Ceca: "Supportiamo la causa della comunità LGBT".

Non si placano le discussioni su quanto accaduto negli ultimi giorni, tra il ritiro dell'indagine UEFA relativa alla fascia color arcobaleno di Manuel Neuer, simbolo di lotta alle discriminazioni, e la decisione ultima di non illuminare l'Allianz Arena con i colori riguardanti la comunità LGBT in occasione della sfida tra Germania e Ungheria.

Nella giornata di oggi, intervenuto in conferenza stampa in vista della sfida tra Olanda e Repubblica Ceca, valida per gli ottavi di finale di Euro 2020, Georginio Wijnaldum ha detto la sua sulla questione, e non solo, annunciando una reazione forte in caso di reazioni deprecabili da parte del pubblico della Puskas Arena di Budapest, teatro, secondo le ultime indagini della UEFA, di cori razzisti nei confronti di Mbappé in Ungheria-Francia:

"Penso che la UEFA debba proteggerci e, nel caso, intervenire magari fermando la partita. Questa non è una responsabilità che deve competere ai giocatori. Non escludo, comunque, la possibilità di andarmene dal campo se domenica succederà qualcosa".

Non solo l'attaccante del PSG: durante la partita tra gli ungheresi e i francesi, stando alle ricostruzioni sarebbe stato preso di mira anche Benzema: "Spero che questo mio gesto non sia necessario", ha aggiunto l'olandese.

Nel corso della sfida contro la Repubblica Ceca, Wijnaldum indosserà una speciale fascia con scritto "One Love", supportando la lotta contro ogni forma di discriminazione della comunità LGBT:

"La indosserò perché noi della nazionale olandese vogliamo sottolineare che difendiamo ogni tipo di inclusione e siamo assolutamente contro qualsiasi forma di discriminazione ed esclusione. Con questo mio gesto, condiviso da tutti i compagni, vogliamo solidarizzare con tutti coloro che, nel mondo, si sentono discriminati".