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Arsene Wenger Sumo WrestlerGetty/Goal

Wenger 'torna' in Giappone: "Rissa di Manchester? Guardate il sumo"

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Tutto il mondo (occidentale) è paese e la pressione accumulata durante la settimana non può far altro che causare, spesso, incidenti sul terreno di gioco o appena fuori da esso. Come quanto capitato alla conclusione del Derby di Manchester, vinto dal City per 2-1.

Come noto, al termine della gara, Mourinho si sarebbe lamentato con i giocatori del Manchester City per l'eccessiva festa negli spogliatoi dell'Old Trafford, casa del tecnico lusitano: reazione di Ederson alla richiesta del connazionale di abbassare il volume dei festeggiamenti. Bottiglie, feriti. Insomma, il caos.

Spesso si parla di Premier League come modello da imitare, ma a ben guardare anche lì, e mica così di rado, accadono episodi del genere: a molti il lancio della bottiglia, che poi sarebbe un cartone di latte, verso Mourinho, ha ricordato la pizza rifilata da Fabregas a Ferguson qualche anno fa. "Ero giovane, volevo solo partecipare alla rissa..." confessò poi Cesc.

A proposito di Arsenal, è proprio il re dei Gunners delle ultime venti stagioni a parlare della rissa di Manchester, cercando di fare la morale ai giocatori di Manchester United e Manchester City: parla Arsene Wenger.

"E' successo a noi, è successo a loro. A volte queste cose succedono" ha evidenziato Wenger. "E' la passione, la pressione prima della gara. E' difficile sentire i festeggiamenti dell'altra squadra quando perdi una gara del genere, è vista come un'offesa. In teoria bisogna pensare di dare il 200% in campo e poi essere angeli, ma non sempre accade".

Ed ecco che Wenger torna in Giappone per un secondo (dove ha allenato nel 1995/1996) e prova a spiegare: "Quando ero lì mi piaceva il sumo per un motivo, non può mostrare la sua felicità dopo la vittoria. E' una forma di rispetto, quasi non si capisce chi abbia vinto. Questi episodi calcistici non potrebbero accadere".

Oriente e occidente, a volte opposti: "Possiamo copiare questa caratteristica? Non penso, non è parte della nostra cultura". E via con Arteta ferito, Ederson imbestialito, Mourinho che chiede rispetto. Al prossimo big match.

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