Walter Sabatini è senza squadra da quando ha lasciato la Salernitana, ormai quasi un anno fa, ma il proprio sguardo sulla Serie A è sempre vigile. Così come è vigile lo sguardo sull'Italia di Mateo Retegui, l'uomo nuovo del pallone azzurro che, però, non ha fatto breccia nel cuore dell'ex direttore sportivo granata. Tutt'altro.
“Retegui è un giocatore molto normale - dice a “Casa Lazio”, trasmissione in onda su backtothefootballtv - Poi vedo che in area di rigore conosce qualche movimento ma da qui a dire che sia un giocatore per la Nazionale ce ne corre.
Uomo mercato in estate? No. Se dovesse diventare uomo mercato significa che le società sono alla canna del gas. È un giocatore normale, non ha punti di forza eccezionali, è un giocatore normale in tutto quello che fa. Ma va detto a onor del vero che un attaccante che fa due partite e la mette dentro due volte è già un bel percorso. Però è l’esaltazione della normalità”.
Se Retegui non entusiasma Sabatini (eufemismo), quando si parla di Serie A è tutta un'altra storia.
"È un campionato straordinario. Sono talmente attaccato alla Serie A italiana che la difendo a spada tratta contro tutti gli altri campionati, la Ligue 1, la Premier. Perché noi siamo forti, gli allenatori della Serie A sono eccezionali, produciamo un calcio spettacolare con moltissime squadre, non tutte ma moltissime e anche quelle relegate in fondo alla classifica giocano un buon calcio.
Io amo la Serie A italiana e come si sta sviluppando il campionato. C’è una squadra come il Napoli che sta sterminando il campionato e gli avversari giocando un calcio di grandissimo spessore, poi ci sono le altre che combattono. Il campionato è molto competitivo. Anzi direi ‘Viva la Serie A’”.
A proposito di Serie A: in testa c'è il Napoli di Luciano Spalletti, che con Sabatini ha lavorato alla Roma e che ebbe la responsabilità di 'accompagnare' Francesco Totti verso il ritiro.
“Gliela scaricarono addosso. Spalletti è un allenatore formidabile, arrivo a dirti che Spalletti è un allenatore senza difetti. E’ pedante nel lavoro, puntiglioso, fantasioso. Ha tutte le qualità di un grande allenatore”.
Infine, la Lazio di Maurizio Sarri. Difesa al top, secondo posto in campionato, obiettivo Champions League più concreto che mai.
“Tutti le squadre di Serie A devono guardare a quell’obiettivo, quindi ci mancherebbe che non lo facesse la Lazio. Questo a prescindere che poi ci riesca o no. Le prime quattro posizioni sono determinanti per un club. Maurizio (Sarri) è un allenatore che sta in campo come Stakanov, tante ore al giorno, pedante in tutte le cose, puntiglioso e quindi la Lazio è arrivata dove si trova con il lavoro. Ma è proprio per questo che la Lazio può competere, perché ha un allenatore competitivo. Lo è sempre stato in carriera altrimenti sarebbe rimasto in C“.
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