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Andriy Voronin Ukraine Sweden Euro 2012Getty

Voronin lascia la Dinamo Mosca: "Non posso lavorare nel Paese che bombarda la mia patria"

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Archiviata la sua esperienza al Liverpool, tra il 2009 e il 2010 Andriy Voronin compie un passo importante trasferendosi vicino casa, in Russia: alla Dinamo Mosca. Lì parte la sua seconda vita: ci rimane fino al 2014 (con una parentesi al Fortuna Dusseldorf), siglando diversi goal, prima di appendere gli scarpini al chiodo.

Ucraino, per 10 anni ha rappresentato il suo Paese con la maglia della Nazionale, disputando anche gli Europei del 2012 in casa: un grande orgoglio, per lui e per gli altri componenti di quella squadra. Nell'ultima settimana, però, la sua vita si è trasformata in un incubo.

"Da quattro giorni sto male, davvero male: quando vedo tutte le foto della mia patria o vedo le notizie penso che sia tutto irreale, come in un film, ma un film dell'orrore".

Intervenuto a Sport Bild, l'ex attaccante dei Reds ha raccontato le sensazioni vissute negli ultimi giorni.

"Forse Putin vuole solo finire sui libri di storia, ma non ci finisce mai: al massimo come criminale. Nessuno in Russia ne è a conoscenza: non viene mostrato in TV. Il 90% non sa nemmeno cosa stia accadendo".

Dal 2020 Voronin ricopre il ruolo di vice-allenatore di Sandro Schwarz nella squadra che ha caratterizzato l'ultima parte della sua carriera, la Dinamo Mosca: una volta esploso il conflitto ha preso le valigie ed è andato via dalla Russia, recandosi in Germania.

"Non potevo più lavorare nel Paese che sta bombardando la mia patria".

Nelle ultime ore la Dinamo Mosca ha comunicato, tramite un tweet, la risoluzione del contratto con l'ex attaccante ucraino.

"La Dinamo e il vice-allenatore Voronin hanno raggiunto un accordo per la risoluzione del contratto".

E adesso, con parecchia rabbia in corpo, Voronin tuona contro la Russia, offrendo il suo supporto al popolo ucraino, seppur a distanza.

"Ricevo messaggi ogni cinque minuti: voglio offrire il mio aiuto con qualunque cosa, e non so se dovrei dirlo, ma se fossi in Ucraina in questo momento, probabilmente avrei anche una pistola in mano".
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