E pensare che è iniziato tutto da un errore dal dischetto, poco prima dell'avvio della sua carriera tra i professionisti: lo voleva la Stella Rossa di Belgrado, che nel corso di un torneo amichevole gli fa vestire la sua maglia.
"Mio padre non voleva, loro hanno insistito e ho pure giocato una gara amichevole contro la Dinamo Zagabria".
Una partita come le altre, ma con il futuro in ballo: sul punteggio di 1-1 si presenta dagli undici metri, prende la rincorsa e sbaglia, spiazzando tutti.
"Non ci interessa più", dicono. "Sull'1-1 ho sbagliato un rigore e non mi hanno preso, forse sarà stato per quello. Ma meglio così, il mio unico desiderio era quello di giocare per il Partizan", racconta.
La carriera di Dusan Vlahovic è iniziata così. Atipica quanto le sue movenze e il suo stare in campo, secondo alcuni una roba mai vista finora.
Che poi, in fondo, è tutta questione di "rigore". Ha fatto a lungo discutere quello del 24 ottobre scorso, quando l'attaccante serbo ha lasciato la battuta a Cristiano Biraghi in Fiorentia-Cagliari, con tanto di labiale: "Non me la sento". In ogni caso, la sua statistica rimane incredibile.
In carriera, in gara ufficiale, non ha mai sbagliato una battuta dagli undici metri. In termini numerici tutto questo si traduce in 14 rigori siglati su 14 tra Serie A, Qualificazioni ai Mondiali e Qualificazioni agli Europei U19.
Che poi sarebbero 17 su 17 se a questi aggiungiamo anche quelli realizzati con la Primavera della Fiorentina: tutto ciò dal 2018, ovvero dal primo rigore battuto in partite ufficiali, ad oggi.
In Serie A, con la Fiorentina, 12 su 12: il primo il 16 febbraio 2020 contro la Sampdoria, l'ultimo lo scorso 5 dicembre contro il Bologna.
In mezzo, chiaramente, tanti altri goal che hanno messo in luce le sue qualità: Dusan Vahovic, l'infallibile. Anche dal dischetto.


