Marzo 2021: Raoul Bellanova è il terzino del Pescara che perde in casa contro la SPAL e si avvicina a enormi passi alla retrocessione in Serie C. Che in effetti arriverà, puntuale come un orologio svizzero. Giugno 2022: Bellanova si prepara a diventare un nuovo giocatore dell'Inter, dopo che i nerazzurri hanno trovato l'accordo col Cagliari per (ri)portarlo a Milano. Da così a così. Una svolta totale. Improvvisa, inattesa.
Bellanova all'Inter fa un po' effetto, perché si sa che da tempo gli italiani non vanno troppo di moda in Italia. Nell'Italia calcistica, almeno. Però nella Milano nerazzurra, come avevano già fatto nel 2019 con Nicolò Barella, hanno deciso di puntare forte su di lui. Marotta e compagnia lo hanno sempre considerato una prima scelta, hanno lavorato per prenderlo, ci sono riusciti. Inizialmente in prestito (oneroso), pronto a trasformarsi in acquisizione a titolo definitivo tra un anno.
Ma come si andrà a incastrare Bellanova nel quadro tattico dell'Inter? Numericamente, sarà il sostituto di Perisic. Chiaro: non è un giocatore fatto e finito come il campione croato. Però consentirà a Simone Inzaghi di arrangiarsi tra più soluzioni sulle due fasce, soffrendo il meno possibile la partenza dell'ex Bayern verso il Tottenham.
Il piano è chiaro. L'intoccabile Dumfries, messo al centro di voci di mercato con il Chelsea ma destinato a rimanere a Milano, sarà il padrone della corsia destra. E sulla parte opposta agirà Robin Gosens, l'erede designato dello spazio lasciato vuoto da Perisic. Come ha detto Marotta qualche settimana fa, il tedesco "gode della nostra fiducia e non lo farà rimpiangere".
Bellanova partirà inizialmente in seconda fila, dietro proprio a Dumfries. Il suo arrivo sposterà dalla parte opposta Darmian, che, di fatto, diventerà l'ombra di Gosens. Un po' come aveva fatto con lo stesso Perisic sotto la guida di Antonio Conte. I problemi fisici con cui l'ex atalantino si è presentato a Milano inducono del resto alla prudenza. Tradotto: servono più opzioni. Opzioni malleabili.
Lo è anche Bellanova, peraltro. Nel corso del proprio percorso recente l'ex rossonero ha giocato anche a sinistra, pure a Cagliari. Anche se il suo terreno di caccia, la propria zolla preferita, è da sempre quella destra. Magari in un 3-5-2 di stile inzaghiano.
A Cagliari ha giocato quasi sempre così, con un terzo di difesa a proteggergli le spalle. E dunque potendo sprigionare la propria energia giovanile guardando in avanti, più che alle proprie spalle. A Cagliari è maturato anche per questo. E alla fine dello scorso campionato, rivela Opta, si è posizionato al secondo posto per numero di cross riusciti (30, dietro solo al viola Biraghi con 41).
A Milano Bellanova non partirà con lo status di titolare, come detto. E dovrà sudare per racimolare spazio e minuti. Però, per chi fino a poco tempo fa girovagava apparentemente senza meta tra Bordeaux, Atalanta e Pescara, è già un bel successo.


