Giampiero Ventura è riuscito dove Antonio Conte aveva fallito. Il nuovo CT, infatti, alla fine ha ottenuto i tanto desiderati stage sempre negati al suo predecessore dai club di Serie A.
Ma ora, intervistato da 'Sky Sport', l'ex tecnico del Torino chiarisce come sia riuscito nell'impresa: "Conte chiedeva gli stage per giocatori già affermati e pronti, io invece dico che quelli non hanno bisogno di stage mentre ai giovani servono convocazioni vere e proprie per allenarsi a Coverciano con la maglia azzurra addosso. E' stato l’inizio di un percorso che sta smuovendo le acque".
Ventura: "Balotelli si faccia delle domande"
Ventura, insomma, non ha mai pensato di coinvolgere i big specie dopo un incontro decisamente particolare: "Ho parlato con tutte le società, con tutti i presidenti, per spiegare cosa volessi fare, spiegando i vantaggi di certe convocazioni. La Juventus, la prima società incontrata, tramite il presidente Andrea Agnelli mi ha detto “Non parlarmi di stage”.
Gli ho spiegato che non era quello che volevo fare e lui si è rilassato perché gli ho tolto la preoccupazione maggiore. Credo che sia inutile fare stage con Barzagli e Bonucci che giocano 70 partite l’anno".
Infine Il CT azzurro sottolinea la crescita del movimento azzurro: "I giovani stanno giocando tanto anche con noi. Ne abbiamo chiamati 22 nella prima convocazione, mancavano quelli del Sassuolo impegnati in Europa ma nelle prossime ci saranno anche loro. Quelli che vengono chiamati è perché possono essere importanti se non importantissimi per il futuro della Nazionale".
