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Vecino InterGetty

Vecino alla Lazio: da carnefice dei biancocelesti a richiesta esaudita per Sarri

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"Arriva la palla, la prende Vecino! La prende Vecino!"

Questa frase del telecronista Riccardo Trevisani è entrata di diritto tra i leitmotiv dei tifosi dell'Inter, ebbri di gioia quel 20 maggio 2018 per un ritorno in Champions League atteso da sei anni e divenuto realtà grazie al colpo di testa vincente di Matias Vecino.

A farne le spese fu la Lazio, rimontata in casa propria e costretta ad accontentarsi dell'Europa League: proprio i biancocelesti, guarda caso, hanno ufficialmente accolto a parametro zero l'uruguaiano, pupillo di Maurizio Sarri che ebbe modo di allenarlo ai tempi dell'Empoli.

Per il centrocampista, contratto triennale dopo le cinque stagioni in nerazzurro che l'hanno reso uno degli idoli dei tifosi grazie ad alcuni goal iconici: come quello contro il Tottenham che valse una clamorosa rimonta il 18 settembre 2018, nel primo match del girone di quella Champions faticosamente conquistata e poi frettolosamente abbandonata.

Troppo ghiotta l'opportunità di tornare a lavorare con Sarri e in un sistema di gioco, il 4-3-3, pronto ad esaltare le sue qualità di mezzala offensiva già mostrate nel quinquennio milanese, condizionato in negativo dallo scarso impiego delle ultime due stagioni, vissute per lo più in panchina tra infortuni e scelte tecniche.

A Roma, sponda biancoceleste, Vecino potrà ritrovare la verve di un tempo, mostrata spesso e volentieri proprio a scapito del club di Lotito, il più punito (assieme alla Roma): tre reti all'attivo, una delle quali la più importante della carriera e proprio davanti a coloro che presto saranno i suoi nuovi tifosi.

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