Un tatuaggio più, uno meno. Che differenza potrà mai fare, in un'epoca in cui i calciatori hanno definitivamente rotto gli argini e abbandonato qualsiasi forma di pudore? E invece all'Eintracht Francoforte fa tutta la differenza del mondo, tanto da arrivare a sospendere un proprio calciatore.
Il personaggio in questione è Guillermo Varela, uruguaiano di 24 anni, difensore in prestito dal Manchester United. Ebbene, Varela lunedì si è recato dal tatuatore nonostante le raccomandazioni contrarie di Niko Kovac, preoccupato per l'imminente finale di Coppa di Germania che l'Eintracht disputerà sabato contro il Borussia Dortmund. E ora pagherà le conseguenze del suo gesto.
Il tatuaggio gli ha infatti provocato un'infiammazione tale da costringerlo a saltare la finale, mandando su tutte le furie Kovac e il club. Ma ormai il problema non si pone più: l'Eintracht ha annunciato di aver punito Varela con una sospensione a effetto immediato.
"Questo comportamento è molto grave - ha detto Fredi Bobic, ex attaccante dello stesso Borussia Dortmund e oggi direttore sportivo dell'Eintracht - Il club non può tollerare che un giocatore si opponga alle raccomandazioni dell'allenatore e dei medici prima di una gara così importante".
Varela, la cui permanenza a Francoforte sarebbe scaduta il 30 giugno, tornerà ora al Manchester United: "Stavamo pensando di provare a estendere il prestito, ma naturalmente la questione non si pone più. Infliggeremo a Guillermo una pena molto dura. Con il suo comportamento egoista ci costringe purtroppo a questa misura". E tutto per colpa di un 'banale' tatuaggio.




