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Carlo TavecchioGetty

VAR, Ventura, i rigori... un'analisi delle frasi più forti della conferenza stampa di Tavecchio

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Poco più di tre anni fa un’eliminazione dai Mondiali lo aveva portato sulla poltrona più prestigiosa del calcio italiano. Adesso, tre anni dopo, è una mancata qualificazione per i Mondiali successivi a costringerlo a lasciarla.

11 agosto 2014 – 20 novembre 2017: 1197 giorni che non sono serviti per cambiare le cose che, anzi, almeno per quanto riguarda la Nazionale, sono persino peggiorate. E non era facile.

Oggi, nel corso della conferenza stampa fiume tenuta a Roma, Carlo Tavecchio ha parlato a cuore aperto di molti argomenti: dal campo alla “politica del calcio”, dal futuro della Federazione agli Europei del 2016, da Ventura a Lippi.

Poche le banalità, tante le frasi significative, nel bene e nel male.

"SE QUEL PALO FOSSE ENTRATO..."

“Se quel palo fosse stato gol io sarei diventato un campione". Frase amara ma probabilmente vera, che sintetizza la poca profondità delle analisi in un sistema in cui troppo spesso conta solo il risultato.

Sia chiaro, non essere riusciti a centrare la qualificazione ai Mondiali è di per sé un fatto grave che giustifica le reazioni nei confronti di ct, Presidente Federale e compagnia cantante.

Tuttavia, qualora la Nazionale fosse riuscita in un modo o nell’altro a spuntarla sulla Svezia, la polvere sarebbe stata messa rapidamente sotto il tappeto. E di tutti i “problemi strutturali” dei quali in tanti si sono improvvisamente accorti dopo essere stati sbattuti fuori dal Mondiale, non avremmo certo sentito parlare.

Troppo spesso in Italia si valuta tenendo conto soltanto dei risultati. E questo, forse, è il vero problema strutturale.

"VENTURA NON E' STATO SCELTO DA ME"

Torniamo indietro di un anno e mezzo: è appena finito l’Europeo del 2016 e Conte lascia la panchina della Nazionale Azzurra. Come successore viene scelto Gian Piero Ventura. Le perplessità sono tante, da tutte le parti, ma è l’ex allenatore del Torino a raccogliere l’eredità di Conte. “Fu Lippi a volere Ventura”, racconta adesso Malagò. Marcello Lippi era stato designato come direttore tecnico della Nazionale, incarico al quale dovette poi rinunciare per via del ruolo ricoperto dal figlio Davide

Il presidente federale avrebbe preferito puntare nuovamente su Donadoni, ma alla fine la scelta cadde sull’allenatore ligure. Oggi, però, Tavecchio ha voluto precisare: “Io non avevo mai detto di non aver scelto Ventura. Adesso lo sapete tutti ma io non l’avevo mai detto”.

E in effetti, almeno su questo aspetto, non ha mai scaricato su nessuno le responsabilità. Del resto, la versione di Lippi non combacia con quella di Malagò .  

"VAR? SOLO BISCARDI PRIMA DI ME"

Nel resoconto dei suoi 3 anni da Presidente Federale, Tavecchio ci ha tenuto a sottolineare di aver scritto una lettera a Blatter per chiedere il VAR. Prima di lui – racconta – soltanto Aldo Biscardi si era esposto così tanto sul tema.

Lasciando da parte i modi non elegantissimi utilizzati per citare il recentemente scomparso inventore del celebre “Processo” (“quel signore che è morto da poco, lavorava in Rai..."), Tavecchio ha sicuramente il merito di aver aperto alla tecnologia, ma non è stato certo l’unico. Attualmente, infatti, anche Germania e Olanda utilizzano il VAR che il prossimo anno sbarcherà anche in Spagna.

"LA MIA COLPA? DOVEVO CACCIARE VENTURA NELL'INTERVALLO"

“Forse la mia colpa è quella di non essere entrato nello spogliatoio a Milano per far cambiare allenatore nell’intervallo”. Parole forti,  molto forti, quella di Tavecchio a proposito della sfida di ritorno contro la Svezia.

Tuttavia, andando al di là della frase ad effetto, forse l’ormai ex Presidente sarebbe potuto intervenire per sollevare Ventura dall’incarico tra la sfida in terra svedese e quella di San Siro. La situazione, del resto, era ormai sfuggita totalmente di mano al commissario tecnico, e non soltanto sul piano tecnico. A quel punto, forse, persino lui in panchina avrebbe potuto far meglio.

"SE IN FRANCIA C'ERA TAVECCHIO A TIRARE I RIGORI..."

“Gli italiani meritavano i Mondiali, io ce l'ho messa tutta ma so fare qualche tiro, qualche cross che non arriva in area e so tirare i rigori. Se c'era Tavecchio magari, in Francia...". Una frase passata inosservata ma piena di significato: Tavecchio ha deciso di togliersi tutti i sassolini rimasti nelle sue scarpe e ha ‘scaricato’ così anche i calciatori, attribuendo ai rigoristi di Italia-Germania (Pellè, Zaza, Bonucci e Darmian) le responsabilità dell’eliminazione dagli Europei del 2016.

Quella, però, era stata una bella avventura. Non si sentiva proprio la necessità di accusare, più di un anno dopo, i calciatori che comunque in Francia avevano ben figurato. Almeno loro.

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