Valbuena Benzema Francia 2014Getty Images

Valbuena, Benzema e il caso sextape: una carriera in picchiata

Un talento cristallino e una carriera in ascesa, fermata proprio sul più bello, quando sembrava destinata a toccare vette ancor più alte, ai massimi livelli. Stabilmente nel giro della Francia, con cui disputa due Mondiali (2010 e 2014) e un Europeo (2012), e pilastro di quel Marsiglia che tra il 2009 e il 2011 vince quasi tutto in patria: una Ligue 1, tre Coppe di Lega e due Supercoppe di Francia. La storia di Mathieu Valbuena è tra quelle che lasciano enormi rimpianti su quello che poteva essere ma che non è stato.

Il folletto di Bruges - comune francese di poco meno di 15 mila anime nel dipartimento della Gironda e città omonima di quella belga, famosa per i canali e conosciuta anche come la 'Venezia del Nord' - è tra i protagonisti di un ciclo della nazionale francese e uno dei migliori profili della sua generazione. Sa come far impazzire i difensori avversari grazie a quel mix di rapidità, tecnica ed esplosività. La sua qualità migliore? Rifinire per i compagni, mettendoli nelle condizioni di far goal. Molto più del finalizzare, dote che non gli manca.

A cambiare la vita e la carriera di Mathieu Valbuena è un episodio accaduto lontano dal rettangolo verde di gioco. Il famoso caso sextape che ha avuto come protagonista anche il suo ex compagno di nazionale francese e ora al Real Madrid Karim Benzema.

L'articolo prosegue qui sotto

Una storia iniziata nel 2014, quando dopo 8 anni al Marsiglia Valbuena è pronto a lasciare l'Olympique e trasferirsi in Russia, alla Dinamo Mosca. Il cambiamento è di quelli che lo 'costringono' ad affidarsi a persone di fiducia per alcune mansioni. Tra queste c'è il cambio di telefonino: il compito viene assegnato a da Mathieu ad Axel Angot, una specie di tuttofare che gravita attorno alla società marsigliese.

Sbrigando la pratica, Angot si accorge della presenza sul dispositivo di un video a sfondo sessuale con protagonista proprio Valbuena. Un'occasione che ritiene unica e da cogliere al volo per poter racimolare qualche migliaio di euro e risollevare la sua situazione finanziaria.

Axel copia il video su un hard disk esterno e coinvolge Karim Zenati, pregiudicato e amico d'infanzia di Benzema. Zenati spera che l'attaccante del Real convinca Valbuena a pagare, ma quest'ultimo presenta subito denuncia alla polizia, che mette sotto controllo i telefoni.

Una mossa che scombina i piani di Angot e Zenati, ma anche di Karim Benzema. Secondo l'accusa, l'attaccante di Lione avrebbe provato a convincere il compagno di nazionale a mettersi in contatto con i ricattatori e pagare la cifra richiesta per evitare la pubblicazione del video durante un raduno della squadra francese al centro di allenamento di Clairefontaine nel 2015, prima della partita Francia-Armenia. Il 6 ottobre Benzema parla con Valbuena e gli rivela che può presentargli un suo uomo di fiducia, in grado di aiutarlo a gestire la situazione.

“Attento Math, è gente molto pericolosa”.

Dalle intercettazioni si scoprirà che lo stesso Benzema telefona subito dopo all’amico di infanzia Zenati e gli pronuncia una frase in particolare.

“Valbuena non ci prende sul serio”.

Quel ‘ci’ lo fa schierare dalla parte dei ricattatori. L’attaccante del Real prosegue dicendo che “lo prenderanno a pomodori". Zenati risponde con tono sarcastico: “Noi siamo qui per aiutarlo, se non vuole se la vedrà con i piranha”.

Sextape Valbuena Benzema Equipe de FranceGetty Images

Insieme a Benzema, Angot e Zenati, entrano a far parte della vicenda altri due complici, poi finiti anche loro sul banco degli imputati: Mustapha Zouaoui e Younes Houass.

Valbuena resta in Russia appena una stagione - quella 2014/2015 - prima di fare ritorno in Francia, a un anno di distanza dall'accaduto. Intanto le indagini proseguono, con Benzema che confessa di aver fatto da intermediario nella 'trattativa'.

Dopo pochi mesi dal ritorno in patria, a novembre 2015, Mathieu Valbuena esce per la prima volta allo scoperto con un'intervista rilasciata al quotidiano 'Le Monde'.

"Non farei una cosa del genere nemmeno al mio peggior nemico - ha detto Valbuena -. Nel suo modo di parlare non è stato aggressivo, non ha parlato in modo esplicito di soldi ma quando tu insisti per farmi incontrare qualcuno... Non ho mai visto qualcuno che fa distruggere un video gratis solo perché ti adora. Bisogna evitare di trattare da idioti la gente".

Il calciatore, ai tempi all'Olympique Lione, ricostruisce il dialogo con Benzema:

"Il giocatore del Lione ricostruisce poi il colloquio avuto con Benzema: "Io ho detto a Karim: 'Hai visto, a Djibril (Cissé, l’ex Liverpool e Lazio, ndr) è successa la stessa cosa nel 2008'. E lui mi ha risposto: 'Allora, ha pagato?'. E io gli dico: 'Beh sì, ha pagato'. E lui: 'E ne è uscito?'. Io gli ho risposto di no. Poi mi ha ripetuto più volte che avevo a che fare con 'dei grandi delinquenti'. E poi mi fa: 'D'altronde è piuttosto bollente, il video. C'è la famiglia e tutto il resto... Bisogna essere forti'. E ancora: 'Se non vuoi, lascia perdere. Non ci sono problemi. Poi posso presentarti un mio amico...'".

Valbuena prosegue con nuovi dettagli del colloquio:

"Torniamo spesso sull'argomento. Sono più che deluso. Mi dico che è semplicemente una mancanza di rispetto, non puoi comportarti così. Alla fine, quando è arrivato il momento di andarsene, mi ha detto: 'Che faccio, gli do il tuo numero? Ti do il suo numero?'. Valbuena dice di non averlo fatto: "Karim sapeva molto bene, anche se non abbiamo mai parlato di soldi: penso che sia abbastanza intelligente da capire che se incontro quella persona non è per parlare del più e del meno".

La denuncia di Valbuena costa la nazionale francese a Benzema, non convocato per cinque anni e mezzo. Il centravanti accusa il selezionatore Didier Deschamps di averlo "ceduto alla parte razzista della Francia" e non prende parte ai Mondiali in Russia nel 2018, vinti da 'Les Blues'.

Valbuena conferma la sua versione anche nell'aula di Tribunale, in occasione del processo:

"Benzema è stato insistente, voleva a tutti i costi che io incontrassi questa persona. Non mi ha parlato di soldi, ma in cambio della distruzione del video quella gente non si aspettava certo biglietti per lo stadio. Benzema non ha voluto aiutarmi, mi diceva 'stai attento, l'Euro sta arrivando'...".

Iscritto il 5 novembre 2015 nel registro degli indagati per complicità in "tentato ricatto e associazione a delinquere", Benzema viene condannato il 24 novembre 2021 a 12 mesi di carcere, con pena sospesa (che dovrà scontare in caso di recidiva), al pagamento di un'ammenda di 75mila euro e a un risarcimento di 80mila euro nei confronti dell’ex compagno di nazionale. Una condanna superiore rispetto ai 10 mesi chiesti dal PM.

“Personalmente impegnato con insistenza nel tentativo di convincere il compagno di nazionale a entrare in contatto con i ricattatori, pagare e impedire la trasmissione del video”.

Condannati anche gli altri quattro imputati: Axel Angot (due anni di carcere) a cui Mathieu Valbuena aveva affidato il suo telefono; Mustapha Zouaoui (due anni e sei mesi con mandato di arresto), considerato il "cordone ombelicale" di questa vicenda; Karim Zenati (un anno e tre mesi), amico d'infanzia di Karim Benzema; Younes Houass (diciotto mesi con sospensione della pena), primo intermediario entrato in contatto telefonico con Valbuena per parlargli del ‘sextape’.

Mathieu ValbuenaGetty

Dopo aver inizialmente fatto sapere attraverso il suo ex avvocato, Antoine Vey, di volersi presentare davanti ai giudici per spiegare di persona la sua versione dei fatti di voler presentare ricorso, Benzema - che si è sempre proclamato innocente - ha fatto dietrofront e non si è presentato al processo davanti alla Corte d’Appello di Versailles.

"Il mio cliente è stanco di questa storia ma si dichiarerà sempre innocente e non ha mai voluto partecipare a un ricatto contro Valbuena – le parole rilasciate al quotidiano francese L’Équipe dall’avvocato Hugues Vigier – Benzema ritiene che questa nuova udienza non cambierebbe nulla e che non verrebbe giudicato come meriterebbe".

Dopo quasi sei anni - dall'ottobre 2015 al 2 giugno 2021 - Benzema è tornato a vestire la maglia nel successo per 3-0 sul Galles a Nizza.

E la carriera di Valbuena? A differenza di Karim Benzema, quella contro la Danimarca del 11 ottobre 2015 è stata l'ultima gara con la Francia di Mathieu.

Il classe 1984 - che oggi spegne 38 candeline - è riuscito a brillare anche lontano da Marsiglia, collezionando numeri importanti, ma senza conquistare una grande opportunità con una chiamata di una big europea. Difficile stabilire se il 'sextape' abbia influito sulla sua carriera. Di certo i dati non mentono.

Mathieu Valbuena Lyon Ligue 1Gettyimages

Nelle due stagioni a Lione - 2015/2016 e 2016/2017 - il trequartista di Bruges ha totalizzato 12 goal e 14 assist in 76 apparizioni tra tutte le competizioni, prima di accettare la proposta del Fenerbahce e trasferirsi in Turchia, dove riesce a fare ancora meglio.

12 goal e 24 assist in 71 partita, praticamente un goal realizzato o propiziato ogni due partite. Numeri da campione che convincono l'Olympiacos a portarlo in Grecia.

Corre l'anno 2019 e Valbuena decide di volare ad Atene, dove conquista subito tre titoli nazionali e una Coppa di Grecia dal 2020 al 2022, sempre da protagonista con 15 goal e 40 assist in 128 partite.

Bottino da campione, ma lontano dal grande calcio. Quello che aveva dimostrato di meritare. Quello in cui si era messo in luce ai tempi del Marsiglia, conquistando un posto fisso nella Francia prima del singolare caso di 'sextape'. Una storia incredibile che ha condizionato la vita privata e la carriera di un calciatore destinato a trionfi ben oltre i 10 trofei in bacheca.

Pubblicità