L'Uruguay fa parte, assieme ad Argentina e Brasile, del gruppo delle nazionali più vincenti del Sudamerica: nel suo palmares figurano ben quindici Coppe America (record condiviso con gli argentini), oltre ai due Mondiali del 1930 e 1950 che resero la 'Celeste' una vera e propria corazzata per l'epoca.
Il successo più prestigioso coincide sicuramente col 'Maracanazo' del 1950, quando l'Uruguay battè a sorpresa il Brasile davanti a 200mila spettatori affranti e già pronti a festeggiare un titolo che sembrava impossibile farsi sfuggire.
Nonostante il bottino mondiale reciti due medaglie d'oro, sullo stemma dell'AUF (la Federcalcio locale) presente sulla maglia campeggiano ben quattro stelle. Il motivo? C'entrano i Giochi Olimpici.
PERCHE' L'URUGUAY HA 4 STELLE SULLA MAGLIA INVECE DI 2?
La spiegazione di questo 'dilemma' sta in altre due medaglie d'oro, conquistate dall'Uruguay rispettivamente alle Olimpiadi di Parigi del 1924 e di Amsterdam nel 1928 ed equiparate alla vittoria di altrettanti Mondiali.
L'AUF ha sempre rivendicato il peso specifico di quei successi, alla luce dell'importanza riservata ai Giochi Olimpici in quel periodo, essendo infatti considerati alla stregua di veri e propri titoli iridati.
Quelle edizioni furono proprio le ultime disputate prima dell'inizio della storia dei Mondiali, sorti nel 1930 e ospitati dall'Uruguay che li vinse. Ad esaltarne il valore vi è anche il numero delle nazionali partecipanti: all'edizione del 1924 presero parte 22 squadre, 17 invece quelle del 1928.
Numeri più imponenti rispetto alle sole 13 partecipanti dei Mondiali del 1930, di cui appena quattro provenienti dall'Europa. Inoltre, nel periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale, le Olimpiadi erano riservate alle nazionali maggiori, pratica rimasta in vigore fino al 1948: a partire dal 1952, con l'edizione ospitata da Helsinki, si passò ad un tratto più amatoriale e, per questo motivo, più vicino allo spirito olimpico.
A sancire il carattere mondiale 'ufficiale' di quelle vittorie è anche un documento approvato all'epoca dalla FIFA, secondo cui se i Giochi Olimpici fossero stati organizzati nel rispetto delle regole della massima entità, allora ai vincitori sarebbe stato riconosciuto il titolo di campioni del mondo.
