La Coppa d'Africa rischia ancora una volta l'annullamento? Sembrerebbe di no, nonostante in Camerun, Paese ospitante della competizione, corrano i contagi da Covid-19.
Dopo le voci della mattinata, infatti, la CAF, federazione africana, ha voluto smentire tale ipotesi di cancellazione tramite un portavoce, che ha parlato alla Gazzetta dello Sport:
"La Coppa d’Africa si giocherà e si giocherà in Camerun. Non dobbiamo rispondere a quanto detto in Europa, possono pubblicare tutte le fake news che vogliono. Siamo in Camerun e stiamo preparando il torneo”.
La CAF non ha nessuna intenzione di cancellare, almeno per ora, la competizione, tanto da evidenziare di come l'organizzazione vada avanti a ritmo spedito:
“A meno di quattro settimane dall’inizio del più grande evento africano, la Total Energies Africa Cup of Nations in Camerun 2021, il segretario generale della CAF Veron Mosengo-Omba ha preso atto dei progressi compiuti, ma ha anche esortato tutti a lavorare 24 ore su 24 per garantire che tutto sia in atto per la partita di apertura del 9 gennaio 2022″.
Già nel gennaio di quest'anno la competizione era stata rimandata al 2022 per via della pandemia di Coronavirus in corso in tutto in mondo e presente anche nel continente africano.
Un anno dopo le cose non sono migliorate e l'insorgenza della variante Omicron, nonostante le smentite di rito, rischia di rimandare ancora la Coppa d'Africa. Un'ipotesi che non sembra dispiacere ai club europei, che sperano di trattenere i calciatori e non perderli per un periodo della stagione relativamente lungo in cui si giocano una parte degli obiettivi stagionali.
La scorsa settimana l'ECA, l'associazione dei club europei, ha inviato una lettera alla FIFA, minacciando di non lasciar partire i calciatori che militano in Europa se non verrà presentato un protocollo medico ritenuto adeguato per salvaguardare l'incolumità degli atleti.
Le società temono di non aver a disposizione i propri calciatori per un periodo più lungo del previsto a causa delle quarantene e restrizioni legate al viaggio e potrebbero trattenerli grazie alla regola introdotta nell'agosto 2020 dalla Fifa, che concede ai club la possibilità di non lasciar partire i giocatori con le rispettive nazionali in caso di quarantena obbligatoria di almeno cinque giorni dall'arrivo e trattenerli nel luogo in cui si giocherà la partita o presso la sede del club.
