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Traianos Dellas, il Ciclope greco storico campione d’Europa nel 2004

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Il legame tra la cultura greca e quella romana è talmente radicato che anche nello sport più popolare al mondo un calciatore ellenico che indossa la maglia della Roma favorisce sempre lo scaturire di un certo numero di metafore riferite al mondo antico.

Il sincretismo, almeno nel calcio, oggi si limita al massimo ai soprannomi. Fu così che quando Traianos Dellas approdò in giallorosso, iniziò immediatamente la spasmodica ricerca di un appellativo di sapore omerico da affibbiargli.

Ad agevolare il processo di selezione dell’appellativo fu la stazza del difensore. Alto poco meno di due metri, Dellas fu ben presto rinominato “Ciclope” (se solo fosse nato a Rodi...). Ma per fortuna gli occhi il greco li aveva entrambi e anche perfettamente funzionanti.

Partito da Salonicco, prima di arrivare in Serie A il difensore era passato - come quasi tutti i suoi connazionali che poi approdano nel calcio di primo piano - nelle fila di una delle tre squadre di Atene.

Con l’AEK, Dellas vince anche la Coppa di Grecia del 2000. Segnalato ad alcuni osservatori il difensore si trasferisce nel nostro campionato a parametro zero e approda a Perugia, dove è iniziata a formarsi una colonia greca.

Nel capoluogo umbro il gigante di Salonicco trova Dimitris Nalitzis e Zisis Vryzas, due degli autori di una magica stagione terminata all’ottavo posto dal Perugia. Favorito dall’aria familiare che si respira, Dellas si inserisce subito bene e inizia a guidare la difesa con esperienza e mestiere malgrado la giovane età.

Le cose si rivelano però più difficili del previsto e non per il rendimento sul campo a servizio di Serse Cosmi. L’entourage di Dellas entra in contrasto con il vulcanico patron perugino Luciano Gaucci.

Questo comporta l’esclusione dalla rosa a partire dalla metà di novembre 2001, fino alla separazione dal Perugia arrivata l’estate successiva.

Dello stallo creatosi ne approfitta la Roma, alla ricerca di un difensore centrale per puntellare un reparto arretrato che inizia a perdere le certezze che avevano portato i giallorossi a essere una delle difese meno battute del campionato.

A Roma, il “Ciclope” ci mette pochissimo a integrarsi e diventare un valido elemento della rosa allenata da Fabio Capello.

In giallorosso Dellas resta per quattro stagioni, sfiorando la vittoria di uno scudetto e di una Coppa Italia, andati entrambi al Milan di Ancelotti campione di tutto.

Ciò che non ottiene con la Roma, il difensore lo ottiene con la sua nazionale. Nel 2004 Dellas è convocato dal ct della Grecia di Otto Rehhagel per gli Europei giocati in Portogallo

Il popolo greco è distratto dalla preparazione delle Olimpiadi più Olimpiadi di sempre, inconsapevole di tutte le conseguenze a livello di macelleria sociale negli anni a venire, e guarda con poche velleità iridate la spedizione della propria rappresentativa.

E l’andamento nel girone da parte della nazionale biancoceleste non suggerisce certo un epilogo da romanzo. La Grecia raccoglie 4 punti in 3 gare, passando il turno grazie alla differenza reti che condanna la Spagna.

Ai quarti gli ellenici compiono un altro miracolo, eliminando la ben più quotata Francia. In semifinale a pagare pegno alla nazionale di Rehhagel è la Repubblica Ceca ai tempi supplementari.

La regola del Golden Goal è stata abolita dopo i Mondiali 2002 di Corea e Giappone, sostituita dal Silver Goal: se una squadra chiude in vantaggio il primo tempo supplementare vince la partita.

Un regola che avrà vita breve, ma sufficiente alla Grecia per strappare il pass per la finale. E a segnare l’unico Silver Goal in grado di decidere una sfida tra nazionali è Traianos Dellas.

Il difensore romanista devia di testa il cross di e di testa batte Cech spedendo i greci ad un passo dal sogno. Sogno che diventa realtà pochi giorni dopo, con la Grecia che stende ancora per 1-0 padroni di casa del Portogallo e mette le mani sul suo primo e fin qui unico trofeo della sua storia.

Dellas rientra a Roma da Campione d’Europa, ma nel mentre le cose in giallorosso sono di molto cambiate. Capello non c’è più, partito nottetempo in direzione Torino sponda Juventus, e il nuovo allenatore Cesare Prandelli lascia il timone pochi giorni prima dell’inizio del campionato.

La Roma vive una stagione drammatica, sfiorando persino la retrocessione in Serie B e a nulla vale l’impegno profuso dal difensore greco per evitare un campionato da incubo.

Roma, città pesante. Atene, città leggera. Per questo nel 2005 Dellas lascia la capitale e la Serie A, tornando all’AEK Atene (co un inframezzo all’Anorthosis) fino all’addio al calcio del 2011 dopo aver vinto la sua seconda Coppa di Grecia.

Oggi il “Ciclope” fa l’allenatore e sta accumulando esperienza nel suo Paese in attesa di una chiamata per mettersi alla prova in realtà più stimolanti.

Roma è rimasta nel cuore del gigante greco, che ha anche agevolato il passaggio di Kostas Manolas in giallorosso nel 2014, mentre oggi può guardare con attenzione crescere un altro suo connazionale.

Mourinho ha fatto esordire il giovane Dimitros Keramitsis, che per caratteristiche e ruolo ricorda proprio Dellas. Segno che il legame che unisce due mondi affini è ancora solido.

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