Sandro Tonali ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di DAZN. Intervistato da Massimo Ambrosini, nel corso di 'Ambro e Tonali', il centrocampista del Milan ha parlato della sua avventura in rossonero, giunta ormai alla terza stagione dopo il suo approdo in quel di Milano dal Brescia.
Prima ancora che un calciatore del Milan, Tonali si considera un tifoso milanista:
"Nasce da mio padre il mio tifo per il Milan. Seguiva sempre il Milan, andava anche in trasferta, era tifosissimo, era uno della curva. Era sempre teso quando giocava il Milan. La mia prima volta a San Siro è stato un Milan-Chievo 1-0 con un gol di Seedorf all'ultimo minuto con un tiro all'incrocio dei pali. Seguivo il Milan da tifoso, non avrei mai pensato di giocarci poi con la maglia rossonera".
Da tifoso a calciatore: Tonali è approdato al Milan nell'estate del 2020:
"Ho parlato tanto con il mio procuratore, mia mamma e la mia ragazza: volevo solo il Milan. Il primo anno è stato difficile: dividere l'essere tifoso e giocatore è stato complicato. All'inizio era un peso indossare questa maglia, mi trovavo in un posto in cui dovevo cercare di non deludere.
Ho avuto paura, arrivavo da Brescia, era tutto diverso, sono cambiato pure io con difficoltà ma con l'aiuto di Pioli ho superato tutto. Mi ha aiutato tanto. Non ho mai pensato di non farcela, giocare con lo stadio vuoto mi ha aiutato all'inizio".
Il paragone con Pirlo:
"Me lo dicevano soprattutto quando ero a Brescia, era diventato un po' pesante".
Determinante nell'economia del suo approdo in rossonero è stato il lavoro di Maldini e Massara:
"Hanno fatto tanto per portarmi qui. Sarò sempre riconoscente con loro".
Il secondo anno, invece, è stato quello del proverbiale salto di qualità:
"Mi sentivo più sicuro e questo mi ha dato grande forza. La maglia da titolare mi ha dato tanta fiducia. In quel momento avevo capito di aver fatto il salto di qualità. Non mi scordo i primi mesi al Milan, ma dal secondo anno ho tirato fuori quello che avevo dentro".
L'impatto difficoltoso De Ketelaere:
"E' la stessa cosa che è successa a me. Lui gioca con la pressione di essere stato pagato tanto e di essere un giocatore che deve risolvere le partite. E' un grande giocatore che deve ritrovare sicurezza, noi dobbiamo aiutarlo perché sappiamo che ha qualità incredibili. Deve andargli bene una partita e poi vedremo il vero De Ketelaere".
Su Leao:
"E' un ragazzo particolare, è un buono sia in campo che fuori. Servono due uomini per marcarlo: quando si accende, andiamo in porta in un secondo. Può farlo sempre, magari gli manca la continuità dell'anno scorso, per questo va stimolato. Ha un grande talento, è il più forte di tutti e deve mettere questa qualità in campo sempre".
Il rapporto con Ibrahimovic:
"Giocare contro di lui in allenamento è molto stimolante. Se lo batti lo si prende in giro. Ogni volta che perdi lui invece ti massacra".
Il blackout contro la Roma che ha aperto la crisi del Diavolo:
"In cinque minuti è crollato il castello che avevamo creato. Io ancora oggi non riesco a trovare una spiegazione. Ripenso agli allenamenti di quel periodo e non capisco come sia possibile. Ci siamo sempre allenati al 100%, poi si arrivava alla partita ed eravamo fragili, senza fiducia.
L'unico rimedio era tornare a vincere e tornare a giocare con coraggio. Non abbiamo dimenticato quel mese, lo abbiamo studiato. E' stata una follia avere quelle 7-8 partite, ne possono capitare due o tre, ma sette sono troppe".
Il passaggio alla difesa a tre:
"Non è stato semplice cambiare tutto. Però in un momento così delicato è stata la svolta, è una decisione che ci ha aiutato. Non abbiamo giocato il nostro solito calcio, ma eravamo più sicuri in campo".
Il sogno Champions League:
"E' la competizione più bella che ci sia. L'anno scorso abbiamo fallito perché potevamo fare di più. Con l'Atletico Madrid in casa stavamo dominando, poi è arrivato il rosso. Abbiamo fallito perchè siamo il Milan e non possiamo uscire ai gironi. Non ci siamo dati un obiettivo, ma siamo ambiziosi e vogliamo giocare liberi di testa e di gambe. Un regalo da Santa Lucia per il finale di stagione? La finale di Champions. Per vincerla".


