Il Milan è ripartito. E Fikayo Tomori, proprio come lo scorso anno, promette di essere uno dei suoi condottieri. L'ex difensore del Chelsea ha rilasciato un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport', parlando dello Scudetto vinto da poco e della voglia di ripetersi. Con il massimo rispetto per le avversarie, ma anche con la voglia di dimostrare, ancora una volta, di non essere inferiori a nessuno.
"I bookmakers dicono che siamo la terza forza dopo Juventus e Inter? Beh, lo dicevano anche lo scorso anno e invece...
Noi abbiamo fiducia, siamo concentrati su noi stessi, sappiamo di essere forti. Dobbiamo dimostrare ancora tanto ma abbiamo vinto lo scorso anno. Perché no?
Se pensiamo di essere ancora più forti? Sì, ci sentiamo più forti considerando la fiducia di ognuno. Abbiamo la sensazione che possiamo fare qualcosa di speciale. Lo abbiamo già fatto, ma ora abbiamo una pressione diversa. Dobbiamo ripeterci. In questi giorni abbiamo lavorato più forte dello scorso anno, dobbiamo essere pronti".
Tomori avrà il compito e la responsabilità di marcare due campioni come Lukaku e Vlahovic, simboli di Inter e Juventus.
"Marcarli uno contro uno è difficile, sono forti e veloci, hanno qualità. La cosa più importante con entrambi è restare concentrati, stare attenti a ogni movimento, a quando calciano, quando attaccano la profondità... In Italia poi si lavora diversamente rispetto all’Inghilterra. Qui si difende di squadra, ci si muove insieme. In Inghilterra molto meno".
Il desiderio di Tomori? Eguagliare le gesta di tanti grandi del passato milanista.
"Io sono un difensore, ho visto Nesta, Maldini, Stam, Cafu... Tutti forti. Ricordo la finale di Atene, ricordo Manchester e anche Istanbul. Sapevo che questo club è speciale, soprattutto in Champions. Noi siamo giovani ma ora abbiamo più esperienza, vogliamo fare come loro.
Il più amato? Beh, Paolo... Anche perché ci guarda da vicino...".
Il contratto di Tomori scade tra tre anni, nel 2025.
"Mi piace tutto del Milan, anche la città, le notti di Champions... Ora però sono concentrato sul campo, per le cose fuori dal campo vedremo.
Le altre cose più belle dell'Italia? Mi piacciono la gente, la passione, sia quando siamo a San Siro sia fuori casa. Io sono un tipo tranquillo, uno lento e l’Italia è così. Milano va a un ritmo più basso di Londra, mi piace molto".
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