Sotto la pioggia, il Milan non si ferma. 1-0 a Cagliari, una vittoria che consente agli uomini di Pioli di rispondere al Napoli e di aumentare a 6 - pur con una partita in più - le lunghezze di vantaggio sul terzo posto dell'Inter. Ma non tutto, all'Unipol Domus, è andato per il verso giusto.
Se la partita fino al 90' è filata via piuttosto liscia, è al fischio finale dell'arbitro Di Bello che gli animi si sono accesi. Tanto da portare a un parapiglia generale, comunque non sfociato in rissa, al quale hanno partecipato un po' tutti i componenti delle due squadre.
Tutto è nato da un gesto provocatorio di Fikayo Tomori nei confronti dei tifosi del Cagliari. L'ex centrale del Chelsea ha allargato le braccia in segno di sfida dopo essere andato ad abbracciare Maignan per la vittoria. Un gesto, la cui motivazione deve ancora essere completamente chiarita, che ha fatto arrabbiare i calciatori del Cagliari e portato a vari secondi di tensione.
I giocatori di casa se la sono presa con Tomori e Ibrahimovic se l'è invece presa con gli avversari. Tra i più esagitati, Mike Maignan. Anche Pioli si è messo in mezzo, con l'intenzione di fare da paciere. Alla fine, pur con discreta fatica, la situazione è tornata progressivamente alla calma.
Ma cos'è successo, in sostanza? Alla base ci sarebbero degli insulti di stampo razzista partiti dalla curva del Cagliari appostata dietro la porta di Maignan. Versione confermata dallo stesso Stefano Pioli a DAZN nel post partita:
“Maignan mi ha detto: mister, non è possibile sentire certi insulti. È la prima volta che reagisce così. Queste cose non devono più succedere. Cosa mi ha detto Tomori? Le stesse cose”.
Dopo la partita, lo stesso Maignan ha poi postato su Instagram una foto in risposta a quanto accaduto a Cagliari.




