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Lilian ThuramGetty

Thuram a DAZN: "Il razzismo è un fatto culturale, il cambiamento sta nella gente"

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Oggi 21 marzo è un giorno speciale, dedicato alla lotta mondiale contro i fenomeni di razzismo: la stessa Lega Serie A ha lanciato un forte messaggio nell'ultimo weekend di campionato, caratterizzato però dagli insulti verso Maignan al termine di Cagliari-Milan.

Intervistato da Diletta Leotta per il format 'Linea Diletta' in onda su DAZN, l'ex difensore Lilian Thuram ha provato a spiegare cosa c'è alla base di questo triste fenomeno, vissuto in prima persona.

"L'odio per le persone di colore è un fatto culturale. Quando dico questo la gente si spaventa, ma è così. Ho giocato in Italia e lì fanno il verso della scimmia. Trattare male i neri è una cosa culturale, così come la violenza sulle donne o le discriminazioni verso gli omosessuali. E' un'abitudine, ciò fa sì che all'interno della mente non sia un fatto grave".

A parlare, per Thuram, è la grande esperienza su questioni del genere.

"La chiave per il cambiamento sta nella gente. Da giovane mia mamma mi diceva che se c'è un problema arriva la polizia e bisogna andare via. Strano come discorso, no? Perché mia madre, per esperienza, sapeva che anche se non è il colpevole, un ragazzino nero sarà considerato come tale. Quando giocavo nelle giovanili, se spariva qualcosa nello spogliatoio, il pensiero degli altri andava subito agli arabi o ai neri. Senza sapere".

Il razzismo non fa parte della naturale essenza di un essere umano, ma è instillato nel tempo grazie alla propaganda politica.

"Il razzismo è una trappola politica, un pensiero politico, non è qualcosa di naturale. Credo che per cambiare te stesso, bisogna capire".
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